Chiedono un cambiamento radicale, o meglio “una rivoluzione copernicana” gli operatori turistici del Titano. A una settimana dalle elezioni, Usot, associazione di categoria che riunisce gli imprenditori del settore turistico del Titano, boccia i programmi di tutte le forze in corsa e invoca più ascolto da parte di chi governerà il Paese.
In un incontro con la stampa, il presidente Riccardo Vannucci porta alla luce i dati dei flussi turistici degli ultimi otto anni: sul Titano dal 2008 al 2015 si sono persi 230 mila visitatori, fa notare, per una flessione dell”11% complessivo. Parimenti sono calati anche i pernottamenti nelle strutture ricettive sammarinesi, del 15%, ben 18 mila in meno. E se il 2016 registra un trend positivo- fino al 30 settembre +2,6% di flusso turistico e +11% presenze alberghiere- ciò “non compenserà le perdite degli anni passati”, aggiunge amareggiato.
Del resto, il numero uno di Usot rivendica come risultati degli stessi operatori gli aumenti nei pernottamenti, “grazie alle proprie politiche promozionali o alla riduzione dei costi” infatti, gli albergatori hanno recuperato in presenze, per oltre la meta” dei propri ospiti. “Non ci muove nessuno spirito di contrapposizione o animosità alla vigilia delle elezioni- sottolinea- ma e” il momento per dare informazioni corrette”.
Ovvero, dai dati “emerge chiaramente che il settore turistico è in crisi”. A dimostrarlo anche la chiusura delle strutture ricettive, sei negli ultimi due anni. “Siamo di fronte a un problema serio del Paese- manda a dire il presidente Usot- che i governi che si sono succeduti non hanno mai voluto affrontare decisamente”. Di certo, ammette, le cause non sono solo esterne, “il comparto stesso con i propri operatori si deve rimettere in gioco e riqualificare”, aggiunge.
Nel mirino però sono anche tutte le forze in corsa per domenica prossima: “In tutti i programmi riscontriamo una politica misera qualunquista- denuncia Vannucci- non particolarmente dedicata al turismo, mentre a voce tutti riconoscono a questo settore la capacita” di ripresa economica del Paese”. Forte dei numeri “che ci danno ragione” e anche della recente ammissione fatta dal segretario di Stato uscente Lonfernini, sul taglio del 64% dei finanziamenti al turismo, Usot chiede quindi un vero cambio di passo. “Ci vogliamo mettere in ballo- manda a dire- vogliamo essere chiamati in corresponsabilita” con chi governerà il paese”. In definitiva il numero uno di Usot chiede che la categoria degli operatori turistici sia ascoltata: “Finora- lamenta- le leggi sullo sviluppo e le Finanziarie sono state fatte senza coinvolgere le associazioni di categoria e i risultati sono questi”. Del resto, “i numeri non si invertono- prosegue- e se vogliamo inaugurare una nuova stagione siano coinvolte le associazioni in progetti condivisi”. Usot vuole mettere una croce su un passato fatto di contrapposizioni e delegittimizzazioni e avviare invece una “collaborazione seria che prima non c’è stata”. Di fronte ai numeri che dovrebbero mettere in allarme tutto il Paese “bisogna mettersi insieme a lavorare”. Nel frattempo, Usot anticipa che di questo e in particolare, dei programmi elettorali, si discuterà nell’assemblea Ius di giovedì sera alle 20,30 alla Sala Montelupo di Domagnano, in cui saranno messi a confronto i programmi di tutte le coalizioni per analizzare proposte e mancanze rispetto turismo, commercio e impresa. (Cri/Dire)