San Marino. Usot sull’attuale situazione del paese: ”CI VUOLE CORAGGIO…!”

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Da almeno 6 anni il Paese versa, purtroppo, in una situazione di estrema difficoltà che non sembra prossima alla fine. E’ doveroso registrare che se il passato Governo è caduto dopo 4 anni di legislatura per l’incapacità di governare le difficoltà e dare le opportune soluzioni, l’attuale Governo ha impiegato la metà del tempo (2 anni) per arrivare alla stessa situazione: incapacità di dare soluzioni ai problemi del presente, incapacità di proiettare San Marino verso un futuro migliore, incapacità di offrire un progetto ed una visione futura al Paese e a tutte le categorie economiche.

L’ incapacità e la mancanza nel proporre soluzioni (inevitabili) alla crisi del sistema bancario e finanziario sta trascinando tutto il Paese verso la stagnazione e verso l’impoverimento di tutti i settori economici. La carenza di liquidità del sistema bancario comporta una barriera quasi insormontabile per accedere al credito che, anche qualora erogato, presenta condizioni economiche sempre più onerose e fuori mercato rispetto anche alla vicina Italia. A questo si aggiunge una estrema inflessibilità da parte degli operatori bancari che non permette loro di capire ed analizzare, anche con il buonsenso, la reale situazione economica delle aziende.

La mancanza di coraggio e di capacità nell’adottare immediate soluzioni comprometterà, inevitabilmente, anche lo stato sociale ed il sistema pensionistico. 

In un momento così grave per il Paese non è giustificabile che il Governo, non producendo alcuna soluzione efficace, si ostini a non comunicare e condividere fino in fondo e con totale trasparenza, tutti i dati del “problema” alle parti sociali.

Tutte le associazioni di categoria, sindacati compresi, hanno manifestato al Fondo Monetario internazionale, nell’ultima recente visita a San Marino, che il Governo non ha fornito la visione completa dei dati reali in cui versa il sistema, ne tanto meno il Governo ci ha messo a conoscenza delle trattative in corso con Banca d’ Italia o lo Stato Italiano per arrivare a dare soluzione alla presente e perdurante stato di crisi.

La grande paura, a questo punto, è che ci siano ancora delle situazioni inconfessabili che non si riescono ad estirpare dal nostro sistema e testimonianza ne sono i periodici scandali (truffe, evasione fiscale, riciclaggio) che vengono scoperti sul mercato italiano ed internazionale e che coinvolgono anche il nostro sistema bancario.

In assenza di una reale e definitiva “pulizia” il nostro sistema politico ed economico non sarà in grado di emendarsi e di redimersi completamente affrancandosi una volta per sempre da tutti i pesi del passato.

Una vera classe politica dirigente DEVE avere il coraggio e la lungimiranza di fare piazza pulita di tutte le distorsioni e le malversazioni che il sistema ha prodotto nel passato e che ancora emergono allo stato attuale: la ricetta per guardare al futuro a fronte alta, costi quel che costi, è scaricare completamente tutta la zavorra prima che tutto il sistema economico e produttivo  venga definitivamente compromesso.

Allora qualsiasi Governo, forte di questa coraggiosa e virtuosa azione di messa a nudo, diventa inattaccabile e credibile per attirare un investitore serio a livello Europeo, e non necessariamente Italiano, che risani il nostro sistema bancario e finanziario.

Il procrastinarsi di questa situazione ci impedisce di intrattenere relazioni credibili e serie con il mercato Italiano ed Europeo, precludendoci ogni trattativa con investitori che sarebbero certamente interessati a posizionarsi nel nostro Paese.

Questo atteggiamento virtuoso ci permetterebbe di lasciare alle spalle tutto il passato, rappresenta la condizione NECESSARIA – non la sola ma la prima sicuramente – con cui tutte le azioni virtuose successive dovranno essere, con maggiore facilità, portate a compimento :

  • Spending review 
  • Semplificazione della burocrazia che tanto interessa a qualsiasi investitore estero
  • Efficienza e snellezza del mercato del lavoro e della Pubblica Amministrazione
  • Investimenti in infrastrutture

Il trattato di amicizia e buon vicinato del 1939 tra Italia e San Marino aprì enormi possibilità agli operatori Sammarinesi di espandersi sul mercato italiano e non essere discriminati rispetto agli operatori economici Italiani.

Noi crediamo che anche in questo difficile momento la sopravvivenza del sistema bancario sammarinese risieda nel rapido ed auspicabile raggiungimento del memorandum con Banca d’Italia. 

Solo così si riuscirà a stabilizzare la situazione sammarinese e permettere ad operatori italiani/europei di investire ed operare a San Marino sapendo che l’orizzonte sammarinese si espande oltre il confine del nostro Paese.

Ora come non mai è ora di liberalizzare il mercato: lasciare che soggetti bancari Italia/europei possano investire su San Marino. 

Mentre i nostri operatori bancari devono avere il coraggio di accettare la sfida e  misurarsi nel più ampio mercato europeo.

E’ ora che la politica tutta abbandoni le liti da quartiere e affronti i problemi reali della nostra economia  e sappia dare soluzioni che abbiamo al centro gli interessi generali dell’intero Paese.

USOT, come sempre fatto, rinnova la disponibilità a far la propria parte per individuare e concretizzare azioni condivise che permettano da un lato la messa in sicurezza del Paese e dall’altro, di pari importanza, che permettano al Paese di tornare a crescere a beneficio di tutte le aziende e dei cittadini.

    ASSOCIAZIONE USOT

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