Nell’anno dedicato all’ottavo centenario dalla morte di S. Francesco d’Assisi (1226-2026) una stupenda occasione per scoprire la figura di Francesco attraverso gli occhi di Giotto, che si terrà Venerdì 10 aprile (ore 20,45) presso la Sala Montelupo di Domagnano, con l’incontro: “SAN FRANCESCO SECONDO GIOTTO. Da Assisi a Firenze” con il Prof. Roberto Filippetti (Studioso d’arte e letteratura, ha insegnato Iconologia e Iconografia cristiana presso l’Università Europea di Roma). Condurrà serata la Prof.ssa Meris Monti (Presidente della Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNESCO). L’appuntamento è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’evento è organizzato dal CENTRO SOCIALE S. ANDREA DI SERRAVALLE e dal CIRCOLO DON ELVIRO DI DOMAGNANO, con il Patrocinio della SEGRETERIA DI STATO PER IL TURISMO, POSTE, COOPERAZIONE, EXPO, INFORMAZIONE E ATTRAZIONE INVESTIMENTI TURISTICI e con il Patrocinio della GIUNTA DI CASTELLO DI DOMAGNANO, con la collaborazione del MONTEFELTRO (Periodico della Diocesi San Marino-Montefeltro) e sotto gli auspici del percorso culturale europeo SAINT FRANCYS WAYS. L’incontro è inserito nelle Celebrazioni della Repubblica di San Marino per gli 800 anni dalla morte di S. Francesco d’Assisi (1226-2026) Per informazioni e prenotazioni: [email protected] e 337 1010902 WhatsApp.
Una presentazione che intende riproporre la grande Bellezza dell’arte sacra cristiana, che tocca il suo apice con Giotto nell’apogeo del Medioevo. Il fatto che a guidare la serata sarà non uno storico dell’arte ma un docente di Iconologia e Iconografia Cristiana – Roberto Filippetti – fa già intuire il taglio di questo incontro: dar voce ad un capolavoro pittorico che nasce come biblia pauperum, ovvero narrazione semplice e profonda insieme, rivolta ad un popolo che magari non sapeva leggere e scrivere, ma sapeva guardare. Ma c’è di più. Oggi le moderne tecnologie, tipiche delle mostre immersive, generano spesso una spettacolarizzazione dell’arte tanto emozionante quanto epidermica. Il relatore va in tutt’altra direzione: la grande arte sacra con Filippetti diventa “cinema”, nel senso etimologico della parola: grazie ad un customer perfezionato ad hoc per lui, denominato explorer navigation, il Professore mette in movimento le immagini in “realtà aumentata” ed illustra ad una ad una le scene dipinte, proiettandole su maxischermo e facendo lo zoom così da entrare nei particolari “ad alta tensione simbolica” di ciascuno degli episodi. Non emozione passeggera dunque, ma Bellezza come “splendore della Verità”; non estetismo ma estetica teologica; non dotta conferenza ma spettacolare narrazione per immagini. Filippetti ha dedicato la gran parte delle proprie energie (con una dozzina di libri e più di mille presentazioni in tutto il mondo) a Giotto, il pittore che ancora molto giovane venne chiamato a “istoriare” la vita di san Francesco nella Basilica Superiore di Assisi, nell’ultimo decennio del ‘200, dunque una settantina d’anni dopo la morte del Patrono d’Italia; il pittore a cui poi nella piena maturità venne chiesto di replicare questa storia in Cappella Bardi, nella basilica di Santa Croce a Firenze. Giotto è pittore intimamente francescano: venne chiamato a lavorare non solo ad Assisi e Firenze, ma anche in San Francesco a Rimini, nella Basilica del Santo a Padova, in San Francesco a Pisa, in Santa Chiara a Napoli… E anche quando affrescò l’altro suo capolavoro – Santa Maria Annunciata della Carità, più nota come la Cappella degli Scrovegni di Padova – disseminò non pochi riferimenti al carisma dell’Assisiate.
Comunicato stampa











