L’arrivo (una delegazione è già stata in visita nei giorni scorsi in Repubblica) dei cinesi attraverso la Maxdo Gruop Ltd è una opportunità di investimento estero in Repubblica che piace alla maggioranza e che mette in allerta le minoranze. Stando a quanto si apprende (la delibera di “apertura” ai cinesi è del 17 lugio 2012, il giorno dopo l’annuncio della fuoriuscita dal governo di Casali e Morri) dovrebbero portare in dote inizialmente 100 milioni di euro, provando a creare sul Titano il proprio centro operativo verso l’Europa, attraverso l’apertura di una banca.
E così dopo i molti mesi di contatti gli investitori ora sono pronti a stringere e presto, probabilmente già entro il prossimo mese, la politica dovrà decidere La maggioranza per il momento dà la sua benedizione (tra l’altro nessuno si dice all’oscuro della questione) ma dall’opposizione al contrario si alza una voce preoccupata, quella di Civico10.
Sentito dalla Dire, il segretario del Psd, Gerardo Giovagnoli dichiara che: “Non dobbiamo aver paura alla prima occasione di confronto tra il nostro Paese e una superpotenza. Un investimento nuovo di questo tipo è un toccasana per tutti – sottolinea – è qualcosa di storico, senza precedenti”.
E assicura, non porterà concorrenza sul mercato interno sammarinese, perché il gruppo punta piuttosto all’Europa. La delibera risale all’estate scorsa, quando il Psd non era al tavolo di governo: “Ma ne eravamo informati”, assicura Giovagnoli. “È da anni che si parla di internazionalizzazione – continua – della possibilità di ospitare investimenti anche non italiani, quindi ben venga”. Giovagnoli riconosce infine che alla politica spetterà il compito di ragionare sugli equilibri “nella relazione tra una piccola Repubblica e un colosso che produce un giro d’affari nemmeno comparabile con il nostro Pil”.
Al contrario, storce il naso Andrea Zafferani di Civico 10. La lotta contro la politica dell’indebitamento estero è al primo punto del programma elettorale del movimento civico che promette battaglia, all’indomani della scoperta di trattative in corso tra un gruppo finanziario cinese e il governo. “Non capisco cosa vengano a fare a San Marino per investimenti – si interroga il consigliere di minoranza – il nostro Paese oggi non può essere la porta d’ingresso d’Europa per il settore finanziario”.
Zafferani resta dubbioso anche sul punto “tre” della delibera, sui finanziamenti dei progetti di sviluppo: “È molto vago e se messo insieme alle cartolarizzazioni del patrimonio pubblico fa preoccupare”, aggiunge. In conclusione, “l’indebitamento verso l’estero – lamenta infine – comincia ad essere ben delineato”.
San Marino Oggi












