All’annuncio di Stefano Boeri segue in parallelo l’approdo in prima lettura del Progetto di Legge “Riforma della Legge 19 luglio 1995 n. 87- Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie”, un altro importante passo in avanti verso i futuri strumenti urbanistici e, quindi, fondamentale per lo sviluppo del Paese. Come spiega nella relazione che accompagna la nuova legge il Segretario di Stato al Territorio, Antonella Mularoni, questo PdL “ha ad oggetto sia la riforma della Legge 19 luglio 1995 n.87 (Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie) che la modifica della normativa urbanistica ed edilizia successiva a tale data ed il loro coordinamento in un unico testo al fine di una più facile lettura delle norme di settore”. Nello specifico, il Testo in vigore, “raccoglie la disciplina relativa alle procedure di formazione degli strumenti di pianificazione urbanistica, la regolamentazione del regime della proprietà e le procedure di espropriazione per pubblica utilità, la disciplina e le norme di controllo dell’attività dell’edilizia e le norme a tutela degli edifici con valore monumentale e di interesse storico, ambienta e culturale”. Come detto, è un Testo vecchio di vent’anni, ormai, e “l’esigenza di operare una revisione è fortemente condivisa sia dalle forze politiche di maggioranza che di opposizione, le quali, nei rispettivi programmi di Governo, hanno evidenziato la necessità di varare tale provvedimento, come pure dai professionisti del settore i quali hanno più volte rappresentato alla Segreteria di Stato la necessità di definire incertezze e distorsioni applicative emerse negli anni di vigenza del TU, anche in conseguenza di pronunce giurisdizionali”. Senza dimenticare che “il comma dell’art.215 del TU prevedeva che a distanza di un anno dall’entrata in vigore della legge la stessa fosse sottoposta a revisione”. Invece, “dopo quasi 21 anni tale revisione non è stata ancor effettuata e tutto il settore edilizio si trova ad operare con una normativa ormai obsoleta soprattutto in alcune sue parti, che si è cercato di aggiornare e rendere compatibile con le direttive europee di settore, prima di tutte la trasparenza dei procedimenti amministrativi e la repressione degli abusi edilizi”. Ed ora alcune delle novità che verranno introdotte. Nel Capo I, che tratta la pianificazione urbanistica, è stata introdotta la pubblicità degli atti della Commissione per le Politiche Territoriali sul sito della Segreteria di Stato per il Territorio e Ambiente, al fine di garantire la massima trasparenza. Così come sono state semplificate le procedure per lo svolgimento degli incontri pubblici, che saranno convocati solo su richiesta della Giunta di Castello. “La parte innovativa di questa sezione è l’introduzione dei Piani Strategici di Settore (artt.13 e 14), che si pongono come strumenti urbanistici attuativi intermedi tra il Piano Territoriale Strutturale Urbanistico e il Piano Particolareggiato, capaci di analizzare una più vasta area di territorio, se non il territorio nella sua totalità, in riferimento a settori specifici quale, a titolo esemplificativo, il piano della mobilità collettiva”. Il Capo II tratta la spinosa questione dell’espropriazione per pubblica utilità. Interessante la modifica (art. 21) per l’esecutività dell’esproprio e per la corresponsione dell’indennità all’espropriato, “introducendo nel nuovo testo il principio del “silenzio assenso” relativamente all’accettazione dell’indennità determinata dalla competente commissione”. Trattando delle concessioni e autorizzazioni edilizie, delle sanzioni e delle relative procedure, però, è il Capo III la parte più importante e su cui si è intervenuto maggiormente. Qui sono inseriti i contenuti del regolamento della Commissione per le Politiche Territoriali, che stabilisce le modalità e i criteri del contributo di concessione (tabella in allegato C), ma sono anche definite le opere soggette a concessione edilizia e ad autorizzazione edilizia, quelle non soggette a nessuno dei due procedimenti e i lavori eseguibili d’urgenza. Per quanto riguarda il procedimento autorizzativo della concessione e dell’autorizzazione edilizia e dell’esecuzione dei lavori, “nell’art. 58 viene istituita la Commissione Tecnica per l’Edilizia come organo collegiale per l’approvazione delle concessioni edilizie. Tale modifica”, spiega sempre Mularoni, “si è resa necessaria anche a seguito delle indicazioni del Gruppo di Valutazione del GRECO che hanno evidenziato la carenza di controllo e la possibile discrezionalità nella procedura di rilascio delle concessioni edilizie. Pur prevedendosi l’introduzione di tale Commissione, sono stati ridotti da 120 a 90 giorni i termini per il rilascio delle concessioni edilizie”. Detto questo, “la maggiore novità di questa Sezione è il sistema sanzionatorio, completamente rinnovato rispetto a quello presente nel vigente TU, che troviamo agli articoli 72 e 73” e “tutta la procedura sanzionatoria viene posta in capo all’Ispettorato di Vigilanza, superandosi quindi la dualità tra Ispettorato e Ufficio per l’Edilizia”.. Oltre a questo ci sono anche novità inerenti gli atti giuridici, “a tutela del privato negli atti di compravendita e maggiore trasparenza degli stessi. Daniele Bartolucci, Fixing
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