Cambiano definitivamente le regole per i cittadini di San Marino che intendono recarsi nel Regno Unito. Come reso noto dalle autorità britanniche e confermato dalle nuove disposizioni sui viaggi internazionali, anche i possessori di passaporto sammarinese devono ora munirsi dell’ETA (Electronic Travel Authorisation), l’autorizzazione digitale obbligatoria per varcare i confini di Londra e delle altre città del Paese.
Il sistema, che mira a digitalizzare i confini britannici, non risparmia i sammarinesi. Sebbene la Repubblica del Titano goda storicamente di accordi di mobilità agevolati, il nuovo visto elettronico è diventato un requisito indispensabile per il turismo, i viaggi d’affari brevi o i transiti aeroportuali. La misura, già entrata a regime per i cittadini extra-europei, si è ora estesa a tutti i cittadini del continente, inclusi quelli degli Stati non membri dell’UE come San Marino.
La procedura di richiesta è interamente digitale e può essere completata tramite un’applicazione per smartphone o sul sito ufficiale del governo britannico. L’autorizzazione ha un costo di 10 sterline (circa 12 euro) e, una volta ottenuta, ha una validità di due anni o fino alla scadenza del passaporto a cui è collegata. L’ETA consente ingressi multipli nel Regno Unito, ma è fondamentale che il viaggiatore ne sia già in possesso al momento dell’imbarco, poiché il controllo viene effettuato elettronicamente dalle compagnie aeree e marittime.
L’obbligo riguarda tutti i passeggeri, compresi i neonati e i bambini, che non dispongono di un visto lavorativo o di un permesso di soggiorno permanente nel Regno Unito. Le autorità di Londra hanno chiarito che l’autorizzazione non è un visto tradizionale nel senso burocratico del termine, ma un monitoraggio preventivo dei flussi migratori simile all’ESTA statunitense.
Per i cittadini sammarinesi, la mancata presentazione dell’ETA al check-in comporterà il diniego dell’imbarco o il respingimento alla frontiera. Gli esperti di viaggio consigliano di inoltrare la richiesta almeno tre giorni prima della partenza, sebbene nella maggior parte dei casi l’esito della procedura venga comunicato entro poche ore dall’invio della domanda. Con questa mossa, il Regno Unito completa il suo piano di controllo digitale degli ingressi, equiparando i cittadini della Repubblica del Titano a quelli del resto d’Europa nelle procedure di frontiera post-Brexit.












