Siamo letteralmente piegati dalle risate. O meglio, lo saremmo se non ci fossero di mezzo il futuro di San Marino e delicate indagini.
Perché sentire i giustizialisti, quelli pronti a “sparare” contro, non appena vi fosse anche magari solo l’ombra di una querela, dicevamo sentirli parlare di garantismo nella vicenda del “caso titoli”, ci lascia… perplessi! Ascoltare certi signori – fino a ieri giustizialisti no al midollo – dire no al giustizialismo è impagabile. Un bel cambio di mentalità non c’è che dire.
Ma siamo abituati alle giravolte (e alle balle) di questa gente e alla trasparenza a correnti alterne. Della serie noi siamo sul piedistallo e possiamo fare come ci pare, gli altri invece… Insomma sono i novelli moralisti a dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato: se rubate voi – per fare un esempio – cari sammarinesi, magari andate in galera.
Se rubano loro non è peccato. O nella peggiore delle ipotesi verrebbero prescritti! Satira a parte noi non solo non ci diamo, ma vista la ne che ha fatto il Magistrato Dirigente per avere denunciato fatti gravi all’interno dello stesso tribunale, siamo particolarmente diffidenti su tutto quello che succede da circa due anni a questa parte.
Di più: vista l’aria che tira diciamo: per fortuna che il caso titoli è emerso. Così nessuno interferirà con l’ottimo lavoro di inchiesta che sta portando avanti – lui sì – il Giudice Morsiani.
Come avvenne a suo tempo con il Conto Mazzini infatti, rendere pubbliche indagini e possibili collusioni è la maniera migliore per difendere il proprio lavoro e indipendenza da agenti esterni.
Il nostro giornale è molto preoccupato nel leggere le prime carte dell’indagine sul caso titoli proprio perché molti episodi cominciano ad avere un senso.
A cominciare dalla campagna denigratoria contro quei colleghi giornalisti eliminati dalla scena perché avevano criticato in maniera aperta parte del tribunale sammarinese.
LA REPUBBLICASM