San Marino. Zafferani replica alla Csu

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Come al solito, quando non si sa cosa rispondere nel merito, la CSU non trova di meglio da fare che prodursi in attacchi personali, uscendo dagli argomenti in discussione.

Stiano sereni: le opinioni che ho sviluppato sulla convenzione per il Polo della Moda, nel mio ruolo di consigliere, nel 2015, le posso tranquillamente confermare. Non è certo un mistero, essendo posizioni pubbliche prese in Consiglio Grande e Generale, che avrei formulato in maniera diversa molte parti della convenzione, tra cui quella citata.

Tuttavia, bisogna anche imparare a guardare avanti, non sempre indietro.

La convenzione è stata firmata dal Governo di allora, approvata dal Consiglio Grande e Generale e quindi accettata dagli organi dello Stato.

È stato poi superato anche il vaglio di un referendum e quindi l’investimento, così come caratterizzato con quella convenzione, è stato approvato anche dai cittadini. Me compreso, lo dico con forza, perché quando si mettono sul piatto i benefici del progetto e le cose che magari potevano essere fatte meglio, i primi superano nettamente le seconde.

Ora è compito di tutti, e sottolineo tutti, in primis delle istituzioni e delle organizzazioni sociali e sindacali, fare tutto quanto è in loro potere affinché uno degli investimenti più grossi mai avvenuti in Repubblica possa partire e lavorare al meglio nella nostra Repubblica. Evitando di individuare soltanto problemi e concentrandosi invece sulle possibili soluzioni.

E visto che la convenzione allora firmata non prevede impegni sulla formazione e l’assunzione dei residenti, dobbiamo tutti impegnarci affinché i corsi di formazione vengano frequentati e diano i migliori risultati occupazionali per i nostri residenti. Affinché i nostri cittadini e residenti trovino lavoro nel Polo perché sono bravi e preparati, capaci di soddisfare le esigenze degli investitori.

Questo riguardo al tema dell’investimento del Polo della Moda.

Se invece questo comunicato voleva essere solo un modo per criticare la legge sviluppo, ne prenderemo atto per l’ennesima volta con stupore, dal momento che il sindacato dovrebbe essere il primo ad essere soddisfatto del grande boom occupazionale che il nostro paese ha avuto nel 2018, con dati mai visti nè nel 2016 nè nel 2017 e che hanno certamente portato benefici sia ai conti previdenziali dell’Iss sia alle casse dello Stato.

Approfittiamo per rendere noto che è stato attivato da circa 3 settimane un tavolo con tutte le parti sociali per discutere, alla luce dei dati completi del 2018, sui possibili correttivi per far sì che il numero complessivo di residenti assunti possa crescere nei prossimi mesi.

Va precisato in ogni caso che il numero totale dei residenti assunti, considerate le medie occupazionali (unico dato che ha un po’ di attendibilità, non certo i dati relativi ad un solo mese) nel 2018 è stato assolutamente in linea coi dati del 2017, quando la legge sviluppo è stata in vigore solo per 1 mese, con la differenza che nel 2017 le assunzioni complessive (e quindi le entrate per contributi e tasse) sono state molto inferiori.

Queste proposte fatte alle parti sociali trattano di nuovi incentivi per l’assunzione dei residenti, di ragionamenti sui disincentivi per l’assunzione dei frontalieri, di un miglioramento delle attività formative e di una revisione dei meccanismi della richiesta numerica. Tutte da valutare con attenzione e senza strumentalizzazioni.

Proposte formalizzate alle parti sociali, su cui è in atto un confronto che, per rispetto delle parti al tavolo, non renderemo pubbliche fino a che non si troverà una soluzione condivisa.

Perché questo secondo noi è il metodo giusto: il confronto a colpi di comunicati stampa dove le posizioni espresse ai tavoli diventano pubbliche dopo 5 minuti per farsi belli coi propri iscritti e senza tenere conto delle posizioni delle altre parti al tavolo, non porta mai buoni risultati. Ma ognuno ha i suoi metodi.

 

Segreteria di Stato al Lavoro

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