L’ex Segretario di Stato della Repubblica di San Marino, con deleghe all’Industria, Artigianato, Commercio, Lavoro e Telecomunicazioni dal 2017 al 2019, è uno di quei profili che difficilmente passano inosservati.
C’è chi lo ricorda per l’intensa attività sui social, chi per la celebre uscita del 20 aprile 2017 contro le opposizioni accusate di raccontare “frottole” sul caso Confuorti, e chi ancora per il brillante investimento nelle telecomunicazioni legato all’accordo con ZTE: milioni di euro spesi, risultati pari a zero e, come bonus, anche un passaggio nelle aule giudiziarie.
Ma, si sa, ogni grande carriera ha le sue “tappe formative”. E infatti il nostro “Zaffo” non si è certo perso d’animo.
Dopo la mancata rielezione nelle fila di Repubblica Futura, mentre qualcuno immaginava un periodo di riflessione, lui ha scelto una strada decisamente più operativa.
Il 4 novembre 2024, a pochi mesi dall’uscita dal Consiglio Grande e Generale, eccolo nominato membro della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica, con relativo compenso a cinque zeri.
Il tutto senza rinunciare al posto in Banca Centrale: perché limitarsi a un solo incarico quando se ne possono gestire più di uno?
Ma non finisce qui. Nei corridoi di Palazzo si sussurra che sia ormai pronta anche la nomina all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, sempre in quota Repubblica Futura, con un altro stipendio di tutto rispetto. Tanto che qualcuno ipotizza già una comoda aspettativa dalla Banca Centrale, perché, a quanto pare, il problema non è accumulare incarichi… ma trovare il tempo per incastrarli tutti.
A questo punto la domanda è inevitabile: il pluridecorato Zafferani, che senza dubbio vanta un curriculum “ricco” e che con ogni probabilità si prepara al prossimo giro elettorale, continuerà a godere del sostegno compatto delle opposizioni?
Tutti pronti, come già visto, a seguire la linea di una Repubblica Futura versione “pigliatutto”? Proprio come accaduto di recente con la nomina dell’avvocato Berardi – moglie dell’esponente politico Roberto Giorgetti – nel Consiglio Giudiziario.
Oppure, stavolta, qualcuno deciderà di alzare la mano?
A breve lo sapremo.
DIAGORA
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