San Mario. Unione europea: tutti i rischi di un finto confronto

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Il balletto delle lusinghe che la maggioranza rivolge alle forze di opposizione dura da giorni ed è improbabile si esaurisca presto. C’è una maggioranza e un governo che in due anni e mezzo di legislatura non hanno prodotto alcun risultato concreto ma solo disastri per il Paese ripetendo come un mantra che il non essere riusciti a cavare un ragno dal buco era conseguenza diretta delle colpe delle passate legislature. La musica sembra però esser cambiata da qualche tempo. Così l’apertura del comma sull’Europa durante i lavori del Consiglio Grande e Generale ha visto un’inedita versione del segretario Renzi che nell’illustrare per sommi capi il percorso verso l’accordo di associazione ha provato a lusingare il suo predecessore per il buon lavoro svolto. Lusinghe che il consigliere della Dc Pasquale Valentini ha subito rispedito al mittente: “Ringrazio per i complimenti ma devo dire che il suo riferimento ha molta forma e poca sostanza. Rispetto al punto in cui avevamo lasciato nella precedente legislatura si sta ora esaminando l’acquis comunitario con le quattro libertà fondamentali. E’ emersa la necessità allora appena abbozzata che il Paese indichi quali sono le linee verdi, arancioni e rosse che emergono dalla comparazione con gli innumerevoli atti che costituiscono l’acquis comunitario, ovvero tutte quelle direttive che dovranno essere recepite alcune delle quali richiederanno degli adattamenti perché in parte o totalmente problematiche. Si giunge così all’individuazione delle cosiddette linee rosse da portare sul tavolo del negoziato. Di queste linee rosse il Consiglio Grande e Generale non ne ha mai parlato. Non voglio accusare nessuno. L’opposizione è stata esclusa perché il segretario dice che l’individuazione è stata condivisa all’interno della commissione esteri. Ma anche qui c’è un equivoco visto che in quella commissione di cui io faccio parte c’è stato solo un riferimento, una presa d’atto che nulla ha a che fare con un vero confronto”. I consiglieri di opposizione che hanno preso la parola dopo il segretario Renzi hanno poi tutti sottolineato il rischio che si sta facendo correre al Paese proponendo su un tema così cruciale come l’accordo di associazione alla Ue, un finto confronto. “Una delle raccomandazioni principe della Ue – ha detto l’indipendente Tony Margiotta – è il coinvolgimento dei cittadini perché è già accaduto che ad accordo ultimato la popolazione si esprimesse negativamente durante il referendum”. “Certe cose è normale – ha detto il consigliere della Dc Marco Gatti – che vengano tenute riservate. Mantenere però un rigoroso riserbo su tutta la trattativa genera nelle persone diffidenza e fa nascere un clima di sospetto. Il confronto, quello vero, serve proprio a non far correre il pericolo che sorgano dubbi sul negoziato che si sta portando avanti”. Inutile poi fingere che la Ue non abbia alcun problema – è stato il ragionamento svolto da Gatti. All’inizio era un’istituzione alla quale si guardava con entusiasmo. “L’idea di una Europa politica merita un grande rispetto, fosse soltanto per il fatto di aver evitato le guerre”. L’accordo tuttavia si colloca nella sfera economica che dopo Brexit è guardata un po’ meno bene. E’ paradossale che chi è fuori dalla Ue vuole entrarci, chi ne fa parte vorrebbe scappare. “E’ importantissimo – ha proseguito Gatti – riuscire a trovare un accordo di associazione ed è qualcosa che ha a che fare con il futuro di San Marino. Occorre però arrivare a questo appuntamento preparati altrimenti si corre il grave rischio di dover pagare soltanto gli oneri che ogni accordo ha senza per contro poter accedere ai benefici. E’ noto come per accedere ai finanziamenti si debba avere tutta una serie di conoscenze e professionalità che al momento non credo San Marino abbia. A definire passaggi così fondamentali servirà un confronto vero”.

Repubblica Sm

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