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  • Sanità, Ciacci (Libera) e il dott. Manzaroli sulla stessa linea: “Quanti errori, serve discontinuità”

    Nei giorni scorsi il Segretario, Consigliere uscente e candidato di Libera, Matteo Ciacci, ha rilasciato una interessante intervista a La Serenissima. Per quanto riguarda in particolare la sanità, Ciacci ha risposto così a due precise domande:

     

    Qual è la vostra strategia per migliorare il sistema sanitario di San Marino?

    “Innanzitutto chiediamo a gran voce la più assoluta discontinuità con la passata legislatura e con metodi anacronistici e anticostituzionali che non possono essere più tollerati dentro l’Iss. Consulenze, amici degli amici, progetti per il Nuovo Ospedale mai realizzati ma solo pagati e un servizio che non è più all’altezza in molti casi con tanti nostri concittadini costretti a rivolgersi al privato. Il pesce, come si suol dire, puzza dalla testa”.

    Tutti ancora si ricordano della vostra raccolta firme sulla Cot: è servita a qualcosa?

    “E’ servita a ripensare al modello che per noi significa rimettere al centro la persona e, nello specifico, il medico di famiglia. Non ci fermeremo: servono riferimenti concreti e umanità, soprattutto per gli anziani e i più fragili, non solo numeri di telefono”.

     

    Sul punto abbiamo chiesto una opinione a chi l’ISS lo conosce benissimo, il dottor Dario Manzaroli, avendo egli ricoperto per sei anni il ruolo di Direttore dei Servizi Ospedalieri e Specialistici presso l’Ospedale di Stato.

    Dottor Manzaroli, qual è la sua opinione sul modello attuale dell’ISS e sulle necessità di riforma?

    “Il modello deve essere chiaramente rivisto complessivamente. È esausto e necessita di cambiamenti per adattarsi alle nuove realtà globali. Lo Stato ha esigenze di sovranità e sicurezza sociale di cui dobbiamo tenere conto. Negli anni ’80, la creazione di una mini-ASL è stato un errore. Ora è necessario ripensare e riorganizzare i servizi sanitari. In una realtà così piccola come San Marino, mantenere un ospedale che offre ogni tipo di servizio è difficile. Le specializzazioni senza un adeguato numero di casi sono problematiche da mantenere.

    I servizi di base è giusto mantenerli, ma per garantire la sostenibilità dell’ospedale è fondamentale trovare un accordo con partner esterni privati, e non con le ASL italiane, che attualmente sono messe peggio di noi. Non dobbiamo puntare sulla sovrabbondanza, ma su accordi con privati di eccellenza. Negli anni passati, si era tentato di collaborare con l’Istituto Oncologico Europeo, ma purtroppo l’iniziativa è fallita. Ora, il Gemelli potrebbe rappresentare una buona opportunità, a patto che i loro interessi coincidano con i nostri”.

     

    Qual è la sua opinione sul Cot e sulle sue funzioni?

    “Il Cot o CUP per chiamarlo all’italiana, non serve a nulla qui. È il frutto dell’ignoranza di una certa politica, che ha affidato incarichi a persone provenienti dall’Italia, dove il CUP ha senso a causa della presenza di diversi Comuni. A San Marino, già dagli anni ’80 avevamo un sistema informatico che indirizzava i pazienti dove necessario. Tornerei al passato, perché quel sistema funzionava bene. L’esterofilia ha distrutto ciò che funzionava. Quello che va male deve essere corretto, ma ciò che funziona va mantenuto”.

    Il dottor Dario Manzaroli esprime chiaramente la necessità di riformare il sistema sanitario sammarinese. La sua critica si concentra principalmente sulla struttura e gestione dell’ISS, indicando comeil modello attuale sia obsoleto e necessiti di un rinnovamento per rispondere alle esigenze contemporanee di sovranità e sicurezza sociale. Egli critica aspramente la scelta di imitare i modelli italiani senza tener conto delle peculiarità di San Marino, sottolineando l’importanza di collaborare con enti privati di eccellenza per garantire la sostenibilità e l’efficienza dei servizi sanitari.

    La sua posizione sul “Cot” è altrettanto chiara: ritiene che sia un’iniziativa inutile per San Marino, proponendo invece un ritorno ai sistemi di gestione del passato che, a suo dire, funzionavano meglio.

     

    David Oddone

    (La Serenissima)