Si apre uno spiraglio per il futuro della comunità artistica di Mutonia, insediata da decenni lungo le sponde del fiume Marecchia. Dopo l’ordinanza di sgombero che pareva aver messo la parola fine alla storia del celebre villaggio degli scultori del recupero, Comune e Regione hanno deciso di giocare una nuova carta amministrativa per tentare di scongiurare la demolizione. È stata infatti avviata la procedura per una Conferenza dei Servizi, uno strumento tecnico volto a riesaminare la complessa vicenda sotto una luce diversa: quella dell’interesse pubblico e culturale.
La mossa arriva a un anno di distanza dalla sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo le istanze legali di un residente della zona, aveva decretato l’abbattimento delle strutture abitative realizzate con materiali di riciclo. Quella decisione aveva costretto l’amministrazione locale a firmare l’atto di sgombero, scatenando una forte mobilitazione da parte della cittadinanza e degli estimatori del parco artistico.
Oggi, tuttavia, lo scenario potrebbe cambiare. La strategia messa in campo, sollecitata dagli uffici regionali, punta a verificare se l’insediamento possieda requisiti di valore culturale tali da poter sovvertire l’ordine di demolizione. Secondo quanto emerso, esisterebbero i presupposti per una valutazione collegiale che tenga conto dei riconoscimenti già attribuiti in passato dagli uffici ministeriali al sito.
L’Amministrazione comunale ha accolto l’invito della Regione a farsi promotrice di questo tavolo tecnico. L’obiettivo è riunire tutti gli enti preposti alla tutela del territorio per un confronto a tutto campo che analizzi non solo gli aspetti urbanistici ed edilizi, ma anche quelli paesaggistici, ambientali, idrogeologici e, soprattutto, culturali. Si tratta di un passaggio cruciale per capire se l’unicità dell’esperienza di Mutonia possa prevalere sulle contestazioni formali, aprendo un nuovo capitolo in una vicenda legale che sembrava ormai chiusa.












