Santarcangelo. Filippo Sacchetti: “Da sindaco e da docente dico no a questo dimensionamento scolastico deciso da un Governo che non investe in risorse e formazione e lascia soli genitori ed enti locali”

Filippo Sacchetti: “Da sindaco e da docente dico no a questo dimensionamento scolastico deciso da un Governo che non investe in risorse e formazione e lascia soli genitori ed enti locali: la riduzione di unautonomia impatta inevitabilmente nella gestione e indebolisce il presidio scolastico. Solidarietà ai colleghi colpiti da questa scura che in provincia impatterà comunque su tutti”

Sono quattro le scuole romagnole finite sotto la scure del dimensionamento scolastico. Ben 17 in Regione, nonostante nessuno al Governo avesse davvero potuto contestare nel merito i numeri e l’efficienza del sistema scolastico dell’Emilia Romagna.

Eppure è stato nominato un Commissario e si è stati costretti a modificare e ridurre un’organizzazione che funzionava con parametri medi più efficienti della media nazionale. Superiori a gran parte del Paese. E la si è dovuta ridurre con metodi e criteri di cui si fatica a capire la ratio, oltre che la necessità.

Perché è questo secondo me il vero punto: non si può considerare la scuola e, soprattutto, gli studenti, come un semplice numero. Specialmente se poi, come sta avvenendo con questo Governo, non si investe in formazione, in docenti, in servizi di qualità, si ragiona solo con la calcolatrice e si lasciano praticamente soli genitori e  famiglie.

Non è questo l’approccio che vogliamo per la nostra scuola e per i nostri ragazzi. 

Né per gli enti locali, cui si continua a scaricare ogni cosa senza attuare mai percorsi calati sui territori, condivisione nelle scelte da effettuare con i Comuni e con la cittadinanza. Riducendo anzi come in questi casi le tempistiche in modo decisivo, mettendo ancor più in difficoltà gli amministratori.

E lo dico, esprimo grande preoccupazione per quello che sta avvenendo, sia da sindaco che da docente. Toccando con mano la situazione da tutte le prospettive s cui ha una ricaduta.

Qui in Romagna è toccato ai miei collegi di Santa Sofia, Cesenatico, Forlì, Cervia e, nella nostra provincia, Mondaino. Questo è quanto disposto dal dirigente scolastico dell’Emilia-Romagna Bruno De Palma, in qualità di commissario, dopo aver deciso di prestare attenzione in primis alle aree montane ed interne, dare la priorità al modello dell’istituto comprensivo verticale, mantenere almeno un Cpia (centro per l’istruzione degli adulti) in ogni provincia, coinvolgere solo in estremo subordine le scuole superiori e privilegiare gli accorpamenti aH’interno dello stesso comune.

Una riduzione, ripeto, non necessaria in base ai parametri e all’efficienza del nostro sistema che ha portato sul nostro territorio all’accorpamento dell’IC Mondaino all’IC S. Giovanni in Marignano con modifica della denominazione in IC S. Giovanni in Marignano-Mondaino. 

Ci sentiamo ripetere che “per le famiglie e per le studentesse e gli studenti, ma anche per il mondo della scuola, non ci saranno cambiamenti o riduzioni di plessi che resteranno gli stessi degli anni precedenti”. E che “lo stesso varrà per i servizi scolastici o il trasporto scolastico che rimarranno gli stessi». 

Ma nell’esprime solidarietà agli amministratori colpiti dal dimensionamento, non posso non dubitare di queste rassicurazioni e ritenere che la riduzione di un’autonomia scolastica impatta inevitabilmente nella gestione dei servizi e indebolisce il presidio scolastico.

Arrivando anche a temere che prima o poi possa tradursi in una contrazione degli organici, in primis del personale amministrativo e dei collaboratori scolastici. 

Di certo avrà effetti sulla riorganizzazione complessiva che era allo studio della Provincia e di alcuni Comuni del riminese, che ora dovranno fare i conti con 38 autonomie e non 39, riducendo, di fatto i margini, di manovra di noi amministratori locali.

Filippo Sacchetti

Sindaco di Santarcangelo