“Si può sorteggiare la Democrazia?”. È questo l’interrogativo, provocatorio e centrale, che il Partito Democratico di Santarcangelo lancia alla cittadinanza in vista della prossima tornata referendaria. In un comunicato diffuso in data odierna, la sezione locale del Pd ha annunciato un incontro pubblico per domenica 15 marzo, alle ore 10:15, in Piazza Ganganelli (in caso di maltempo l’evento si sposterà al Supercinema), per approfondire i temi della riforma della giustizia e illustrare le ragioni della contrarietà al provvedimento.
Protagonista del dibattito sarà il deputato Gianni Cuperlo, che dialogherà con la responsabile giustizia del Pd provinciale, Claudia Gabellini, e con l’avvocato Maurizio Ghinelli. L’appuntamento, inizialmente previsto per fine febbraio e poi slittato a causa di un attacco influenzale che aveva colpito il relatore principale, punta a fare chiarezza su una riforma definita “discussa” e pericolosa per gli equilibri democratici.
“Vogliamo approfondire le ragioni del no con Gianni Cuperlo, una voce intelligente ed equilibrata e un profondo conoscitore della Costituzione”, ha spiegato la responsabile del Pd Santarcangelo, Paola Donini. Secondo la segreteria locale, la posta in gioco va ben oltre i tecnicismi giuridici: “Crediamo che per capire esattamente cosa significhi questo referendum bisogna analizzare il contesto. I perché hanno a che fare con quello che vediamo accadere in America o in Ungheria: togliere potere al Capo dello Stato e ai magistrati per creare un governo con le mani libere”.
Il cuore della critica riguarda in particolare il meccanismo del sorteggio per le cariche della magistratura, da cui deriva il titolo dell’incontro. “Da quando in qua una carica rappresentativa è a sorteggio?”, incalza Donini. “Sono forse decisi a sorteggio i consiglieri comunali, i sindaci o i segretari di partito? Nessuno, e allora perché dovrebbero esserlo i magistrati?”.
L’iniziativa si propone dunque come un momento di analisi critica per spingere i cittadini a interrogarsi sulle reali finalità della riforma. “Le riforme dovrebbero avere come risultato un miglioramento della vita dei cittadini: questa ce l’avrà? A chi serve e chi ci guadagna?”, conclude la nota del Pd. L’incontro di domenica rappresenterà un’occasione per sviscerare questi dubbi e confrontarsi direttamente con i rappresentanti politici e i tecnici del diritto.












