Un faccia a faccia ad alta tensione giuridica per capire come cambierà – o rischierà di cambiare – il tribunale italiano. Venerdì prossimo, 23 gennaio, la biblioteca Baldini ospita un incontro cruciale in vista dell’appuntamento con le urne. Al centro del dibattito c’è la riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario voluta dal governo Meloni, un tema complesso che verrà disaminato da due voci autorevoli del panorama legale nazionale.
L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale “24 Apostoli – Ettore Bontempi”, si pone l’obiettivo di tradurre il linguaggio tecnico della riforma in concetti chiari per la cittadinanza. A partire dalle 20.30, a sviscerare i dettagli della norma saranno due profili di assoluto rilievo, capaci di rappresentare le diverse anime della giustizia: da una parte Stefano Celli, sostituto procuratore presso il Tribunale di Rimini e vicesegretario dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM); dall’altra Enrico Amati, professore di Diritto penale all’Università di Udine e membro della giunta dell’Unione delle Camere Penali.
“Giustizia migliorata o cittadini meno uguali?” è il titolo scelto per la serata, che intende mettere sul tavolo le ragioni del “Sì” e quelle del “No” offrendo strumenti di comprensione ai cittadini. Lo sguardo è rivolto al referendum confermativo fissato per il 22 e 23 marzo prossimi, un appuntamento elettorale su cui, tuttavia, pende ancora un’incognita giudiziaria: si attende infatti per il 27 gennaio la sentenza del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Comitato per il no, che potrebbe ridisegnare i tempi della consultazione.
L’incontro alla Baldini sarà a ingresso libero e aperto alle domande del pubblico, offrendo un’occasione rara per confrontarsi direttamente con chi vive le aule di giustizia da protagonista, tra accusa, difesa e dottrina accademica












