Satira. Gino e Pietro: “La Repubblica degli Autovelox”

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riceviamo e pubblichiamo

“La Repubblica degli Autovelox”

Ieri sera Gino mi ha raccontato un po’ di cose carine carine.
Eravamo al solito Bar sullo Stradone e dopo aver imprecato per il pareggio dei Gobbi sul volenteroso Brescia del redivivo Balotelli, mi ha detto che gli han riferito che le foto dei nuovi cinque autovelox installati hanno rivelato, non solo l’identità di conduttori dal piede pesante, ma anche possibili scottanti trame politiche.
Ero disorientato e, a dirla tutta, anche un po’ preoccupato perché ripensandoci ero passato anche io sui Pianacci nel pomeriggio a una certa velocità non curandomi del nuovo vigile meccanico.
Gino, che aveva capito dal mio sguardo un certo appannamento, mi ha subito ripreso invitandomi ad ascoltarlo.
“Senti un po’” – ha esordito – “sai chi hanno beccato con il velox sui Pianacci?”.
“Non saprei proprio”, gli ho risposto.
“Han beccato prima il giovane Ciacci e poi Zafferani che era in auto con Renzi”.
“Spiega un po’”, gli ho detto. “Sembra che dalle foto dei velox Ciacci sia passato poco sopra il limite e, a distanza, di neanche trenta secondi Zafferani con a fianco Renzi anche loro un po’ troppo veloci per il solerte occhio meccanico. Per me lo stavano seguendo in pieno stile da film poliziesco. Va a capire dove andrà Civico 10 dopo l’apertura della crisi. Zafferani invece potrebbe tornare a casa. Dalla foto qualche indicazione potrebbe esserci..”
“Davvero?!”, ho esclamato, “e poi?”.
“Poi mi han detto che in quello di Cailungo installato sul marciapiede han beccato Fabbri del MIS con a bordo Pedini Amati”.
“Porca miseria questi velox fanno proprio penare tutti, politici inclusi e chissà dove andavano”, ho rincarato la dose.
“Magari dopo essere stati da SSD potevano essere diretti verso villa Andreoli. Ora che la rottura con Rete è conclamata rimangono poche scelte tra Libera o il Partito della nipote di Andreoli. Correr da soli non si può con lo sbarramento che c’è. E poi…”.
“Continua, ti prego”, gli ho detto implorandolo.
“Poi in ordine sono passate le macchine di Mancini, della Bronzetti, di Belluzzi e di Capicchioni. Anche in auto vanno separati non solo in politica. Povero socialismo.”
“E in quello di San Giovanni?”, ho chiesto curioso.
“Dicono che sia stata fotografato dal velox per eccesso di lentezza Tony Margiotta. Andava piano, quasi a passo d’uomo, solo nella sua auto. Dalle foto sembrava abbastanza triste. Capirai. Da eroe per un giorno oggi non sa neppure più neanche lui dove e con chi si candiderà e con chi si alleerà. Fortuna che c’è la nipote di Andreoli a sostenerlo”.
“E nell’altro autovolex di Cailungo, quello a salire?”, ho – tanta era la curiosità – subito chiesto.
“Li non si capisce ancora bene. Sembra sia stata una sfida sul filo di lana tra i due Venturini quello Dc e quello di AP. Sembrerebbe l’abbia spuntata il primo che, con una frenata miracolosa, ha evitato la foto a svantaggio del suo “cognonimo”. D’altronde dopo tredici anni ininterrotti di manovre, poteva capitare”. “Lungo la strada del fiume di Faetano il velox ha, invece, fotografato un minivan con dentro i Segretari Podeschi, Santi e Zanotti accompagnati dalle rispettive signore. Anche loro andavano un poco sopra il limite ma, essendo il loro ultimo giro in giostra, magari si cercherà di chiudere un occhio.” Ha risegnato la Juve e il bar si è riempito di schiamazzi pro e contro i gobbi. Così io e Gino abbiamo smesso di parlare anche perché al termine della partita è entrata in scena Diletta Leotta che con i suoi occhioni da cerbiatto sulla cui bellezza ha poco da aggiungere…anche Gino!

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