Satira. LE “PAGELLINE” DI GINO E PIETRO sullo stato della politica ai primi di novembre

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Riceviamo e pubblichiamo

Si avvicina la campagna elettorale ed io e Gino abbiamo pensato sia giusto iniziare a dare un po’ di voti per farci meglio una idea di chi c’è in campo e quel che fa.

VOTO N.C. a Rossano Fabbri. Qualche giorno fa ha detto in una epocale intervista che in questa legislatura sono successe e stanno accadendo “cose raccapriccianti”. Ci ha lasciato talmente “guzzi” tanto da ammosciarci quando qualche riga dopo quando ci dice di candidarsi con LIBERA. Proprio quella LIBERA che comunque vuol fare il Governo con AP considerata da tutti quale vero motore della legislatura uscente. Ma Avvocato, ascolti due vecchietti come noi, non era meglio continuare a fare bene il suo lavoro, come lei sa fare, piuttosto che rimettersi in politica?

VOTO 5 a Franco Santi. Dopo essere stato scaricato da AP, ci è diventato pure ”quasi” simpatico se non pensiamo a ciò che ha fatto con la moglie. Anche se sul fronte governativo non ha rimediato una mazza. E’ vero si è dovuto difendere tra le accuse alla monofase non pagata dall’attività della moglie, le polemiche No VAX e sulle graduatorie dell’Ufficio del Lavoro per il posto (sempre) della moglie. Di lui ricorderemo però una carrellata infinita di foto, con delegazione più o meno assortite, “around the world” o nel suo ufficio che hanno portato un risultato assai modesto.

VOTO 5 a Elego. In uno dei suoi primi comunicati capeggia il faccione dell’ex Segretario particolare di Stolfi Francesco Morganti, il picchiatore. Una scelta quasi rassicurante, quella del partito della nipote di Andreoli, forse un po’ troppo per avere quello scatto da sognare almeno di superare lo sbarramento. Più’ grinta … sana e più presenza!

VOTO 7 a Roberto Giorgetti. E’ uno dei teorici più attivi del rischio della restaurazione che avverrà, dopo tredici anni ininterrotti di governo di AP, con il voto dell’8 dicembre. Detto da chi nel 1988 chiudeva la campagna elettorale come delegato del Movimento Giovanile DC fa un “pochinino” sorridere. Siamo sicuri, però, che lui – insieme alle fresche ottuagenarie nuove leve Bindi e Franciosi – contrasteranno appieno i restauratori vincitori delle elezioni della festa della mamma di nostro Signore. Ap uber alles!

VOTO 10 al Tavolo Istituzionale. Questo Signor Tavolo, così ospitale e accogliente, sfornerà in un clima surreale il nuovo bilancio con tanto di tasse , tassine e piccole nuove patrimoniali. Sindacati, Industriali, RETE, DC, LIBERA, SOCIALISTI e chi più ne ha più ne metta si ritrovano d’accordo come se vivessero in una bolla sganciata dalla imminente campagna elettorale. Tutti d’accordo su che cosa? Non si sa. Un vero miracolo della politica moderna.

VOTO 5 al Partito Socialista. Dove è finito l’orgoglio socialista? In un momento in cui tutti si nascondono dietro sigle, liste e siglette Mancini & Bronzetti, i due socialisti rimasti, latitano perdendo una grossa occasione. Va bene ingoiare i fratelli Berti, unici noi due sammarinesi, il ben tornato “Lassie” Pedini Amati e il neo cattolico–democratico sermonologo Axel Rossi ma datevi una mossa. Fortuna che c’è Heero!

VOTO 5 a RETE. Dovevano spaccare i monti e, invece, si sono normalizzati. Comunicati, quelli veri, emessi con il contagocce e, per ora, tanta tattica. Un po’ di coraggio in più non guasterebbe. Si sono un po’ ingrigiti. Sarà a causa della strana alleanza con i giovani impomatati, ultra incravattati e un po’ robotici di Motus. In effetti vedere Zeppa e Ciavatta a braccetto con questi nuovi moderati ci lascia sbigottiti. Anche qui Giancarlo Venturini si è mostrato più furbo. Con i suoi modi ruspanti, i ciuffi spettinati e il pizzetto da moschettiere si è già reso agli occhi di RETE più attraente e movimentista di questo gruppetto di giovani impomatati e incravattati che un po’ ci hanno annoiato.

VOTO 8 a Augusto Michelotti. Ha scelto di non candidarsi e il Paese lo ringrazia sentitamente. Peccato non lo abbiano seguito almeno Podeschi, Santi, Zafferani, Renzi e Zanotti. Ah già c’è anche l’Eva che però è stata sostituita “de facto” dal Signor Tavolo istituzionale. Visti i risultati ed il piglio dell’attuale Segretario alle Finanze forse era meglio si fosse candidato lui. Pensate cosa stiamo dicendo!

VOTO 10 alla Dc. Alla fine la Dc è sempre la Dc con le sue contraddizioni interne ma è sempre mamma Dc che fa felici tutti e rincuora i dispersi e li ammalia tra i suoi tentacoli. Anche se non freschissima riesce comunque a catalizzare gli speranzosi di un posto fisso sotto la Pa e chi ha bisogno di qualcosa, ma guai a dirlo il velo di perbenismo e finto altruismo non ce lo permette! Moriremo tutti democristiani oppure la Dc avrà una cospicua flessione? L’uomo del fare sempre più’ incasinato tra mille impegni e palesemente fuori posto avrà colpito ancora? La risposta l’8 dicembre!

GINO e PIETRO

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