Il tema lo si può affrontare dal punto di vista della incolumità pubblica, dal punto di vista della protezione delle attività pastorali, astrattamente si può porre l’attenzione anche sul tema della sicurezza stradale.
Sono tutte questioni oggettive, afferenti assolutamente ad interessi pubblici meritevoli di attenzione.
Dal punto di vista “ambientale”, però, il lupo è una specie protetta e pertanto il contenimento è da intendersi come extrema ratio.
La bozza di DM è stata concertata dal Masaf poco prima di Natale, andrà in conferenza Stato-Regioni e poi sarà efficace. Ciò comporterà un contenimento di unità in tutta Italia, in base ai dati derivanti da Ispra, le segnalazioni però sono aumentate quindi a mio avviso servirebbe un aggiornamento puntuale con una fotografia di oggi; questa mia affermazione è frutto di un confronto costante con le associazioni agricole, con i cittadini che durante le varie assemblee pubbliche lamentano svariati avvistamenti.
Il lupo rimane una specie protetta, ancorchè non più “particolarmente protetta”. È quindi evidente che occorrano altri interventi, non ci si può basare esclusivamente sui contenimenti, che avranno l’unica funzione di impedire l’aumento dei lupi in prospettiva.
La politica deve quindi approntare una strategia integrata e lungimirante, che coinvolga tutti gli Enti competenti e le Amministrazioni locali, serve serietà, responsabilità e coraggio.
Appena licenziato il DM, il Governo dovrà rimettere mano al Piano di Gestione, che però rimane un Piano volto a “salvaguardare” il lupo (perchè è specie protetta) per quanto si potrebbero ipotizzare casi e circostanze per interventi di abbattimenti degli ibridi e strategie di allontanamento verso aree meno antropizzate.
Da parlamentare, sono in costante dialogo con il Sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro e il Sottosegretario all’Agricoltura e Sovranità Alimentare Patrizio La Pietra, mi impegnerò con forte determinazione a promuovere iniziative, non appena licenziato il DM, per interventi sugli ibridi, che sono pericolosi per l’uomo (più confidenti) e per lo stesso lupo (impoveriscono il patrimonio genetico) e per ipotizzare interventi di dissuasori che darebbero nell’immediato risposte concrete.
Se la politica regionale in Emilia Romagna collaborerà non solo mettendoci le risorse per i danni materiali, ma con azioni preventive, efficaci e non ideologiche, ma rispettose delle istanze riportate dai cittadini, allora sì che avremo compiuto il nostro dovere.
Sen. Domenica Spinelli












