Il Presidente Mattarella ha trovato il tempo, fra Cortina e Sanremo, di presiedere una seduta ordinaria del Csm a difesa del Csm.
Il Governo se l’è cercata.
Spiego.
Mattarella e’ un bene di Dio. E’ perfetto in molte cose essenziali, meno che una.
E’ perfetto nell’essere riuscito a tenere in alto l’unica istituzione che gli italiani ancora rispettano: la Presidenza della Repubblica.
E’ una cosa importante.
E’ perfetto sulle grandi sfide delle guerre, sull’aggressione Russa. Sul sostegno all’Ucraina. Sull’Europa politica.
E’ perfetto sull’Occidente. Su Trump.
E’ perfetto sulle grandi sfide alle democrazie date dallo sviluppo delle tecnologie dell’informazione, delle manipolazioni della post verità.
Ed è per tutto questo rispettato nel mondo, meno che in Russia. Perfetto.
Ha un debole. La Magistratura, il Csm.
Non ha visto, dopo lo scandalo Palamara, che quel Csm andava sciolto.
Non vede il Csm, che è un organo costituzionale si, ma di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati, non un organo rappresentativo delle correnti politiche della magistratura. Due cose diversissime. La seconda è fuori della Costituzione.
Non vede. O meglio, per il rispetto che gli è dovuto, fa finta, non so perché, di non vedere.
Non vede una deriva anticostituzionale e antidemocratica di quella parte della magistratura che predica nei talk e attua negli atti di accusa il principio del “primato della giurisdizione” e mette sotto l’antico primato della politica. Cioè il primato delle istituzioni elette.
Non vede il corto circuito magistratura/ stampa, la gogna mediatica come strumento di potere e di sottomissione di altri poteri.
Vede solo da una parte l’aggressione di poteri verso poteri.
Nessuno e’ perfetto.
Ma a me, che rispetto e stimo molto Mattarella, questa “imperfezione” fa molto male.
Ciò detto.
La Meloni se l’è cercata. Brutto dirlo. Ma è così.
La Meloni ha il grande merito di aver fatto una riforma che nemmeno i grandissimi erano riusciti a fare. Mille volte grazie.
Ma adesso non sa difenderla.
E’ assente dalla campagna elettorale di merito.
Dove sono con lei anche tanti che non sono con lei. Da i Di Pietro a pezzi importanti della sinistra a ex presidenti della Corte a intellettuali dello spessore di Sabino Cassese.
Ma lei interviene solo( quasi) per piegare la riforma giusta su questioni discutibili. Albania e le moltiplicazioni di pene e reati, in parte in contraddizione con lo spirito più profondo della riforma. Per fare degli esempi. Sbagliato.
Ed è fuori di ogni luogo che sia il Ministro della
Giustizia a dare del para mafioso al Csm.
Una cosa è l’editorialista Nordio una cosa il Ministro della Giustizia. Cribbio…
Confusione.
E il No delle Fake recupera così sul Si delle mezze Fake.
Il No recupera raschiando il barile degli umori e degli istinti anti, il Si indietreggia perché il barile della Meloni e del centro destra non si riempie.
E ieri molti che non sono con la Meloni, ma sono a favore della riforma della Meloni, dopo Mattarella, erano nel panico.
Problema.
E pensare che basterebbe non rispondere alle provocazioni e alle aberrazioni di un Gratteri.
Basta farlo parlare.
E pensare che basterebbe far parlare a favore della riforma Meloni coloro che non stanno con la Meloni.
E pensare che basterebbe far parlare il 10, anche il 5 per cento delle vittime della giustizia per avere giustizia nelle urne.
Mah….
Sergio Pizzolante












