Cesena, 9 gen. “Impossibile comprendere e verificare il mare magnum del welfare cesenate le cui funzioni sono state conferite all’Unione Comuni Valle Savio. Si potrebbe affermare che rimane lontano dagli occhi e quindi lontano da ogni valutazione. Eppure è in quel calderone che confluiscono milioni e milioni di euro pubblici. Impossibile, a quanto sembra, individuare una cifra complessiva perché ai milioni previsti nel bilancio comunale per questo settore si devono assommare altri capitoli e altre voci, anche di soggetti diversi dal Comune. Ciò che stupisce è che neppure l’assessore al ramo, Carmelina Labruzzo, sembra al corrente di quanto sia stato speso addirittura nel 2024. A una precisa domanda del capogruppo della Lega Enrico Sirotti Gaudenzi, l’assessore ha fatto scena muta, rimandando la risposta a data da destinarsi. È accaduto giovedì 8 gennaio, quando è stato illustrato in Commissione consigliare un nuovo ‘pseudo’ regolamento dei servizi sociali che sarà approvato dal Consiglio dell’Unione. Diciamo ‘pseudo’ perché quel testo non ha nulla del regolamento. Al posto di indicazioni chiare e trasparenti ci sono solo propositi di una banalità sconcertante. La stessa Labruzzo lo ha confermato, sottolineando la necessità di predisporre ‘schede attuative’ senza specificarne i contenuti. Insomma, appare evidente che i consiglieri comunali cesenati, in particolare quelli di opposizione, non sono tenuti a conoscere come venga spesa la montagna di soldi destinati ai servizi sociali e neppure a incidere su un ‘regolamento’ che non regolamenta nulla”.
Così in una nota Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo Lega, Antonella Celletti, responsabile Enti locali Lega Romagna, e Virna Lega, responsabile sezione Lega Cesena.
“Sembra di essere davanti a scatole cinesi, a una situazione dove è difficile individuare il bandolo della matassa. Non c’è stata una valutazione da parte di Labruzzo sull’efficienza dei servizi sociali, sull’attività svolta, su quali soggetti la svolgano, su quali saranno le ricadute del nuovo regolamento. Insomma, l’assessore non ha saputo rispondere ad alcuna domanda sull’organizzazione del sistema locale del welfare, tanto che Sirotti Gaudenzi si è visto costretto a porre per iscritto gli stessi interrogativi. A fronte di tante segnalazioni ricevute in questi anni e della carenza cronica di dati verificabili, crediamo che il sistema del welfare cesenate abbia urgente necessità di una revisione strutturale nella massima trasparenza. Al contrario, ciò che propone l’amministrazione è l’astrattezza di un nuovo regolamento, all’apparenza funzionale a una situazione dove decisioni, obiettivi, costi, risultati, verifiche, pur nella correttezza formale, siano materia per pochi addetti”.












