Sgombero all’alba per 16 famiglie Dalle finestre secchi d’acqua sugli agenti

120716 - sgombero casa occupata via Mura di Porta Galliera social log - foto Nucci/Benvenuti - SGOMBERO CASA OCCUPATA VIA MURA DI PORTA GALLIERA - fotografo: BENVENUTI

Blitz in uno stabile occupato da Social Log a mura di Porta Galliera. Ambulanza per 70enne cardiopatica e donna incinta. Staccate acqua e luce: gli attivisti vogliono portare l’acqua alle famiglie, scontri con la polizia

BOLOGNA — È arrivato martedì mattina lo sgombero anche per lo stabile occupato da Social Log in mura di Porta Galliera. Quindici blindati di polizia e carabinieri e un camion dei vigili del fuoco sono arrivati alle 6.30 davanti al condominio. Gli occupanti affacciati alle finestre hanno iniziato a battere pentole e a gridare «Casa, reddito, dignità», «noi da qui non ce ne andiamo».

BRACCIO DI FERRO — I pompieri hanno utilizzato la fiamma ossidrica per aprire il cancello che barricava il portone ma dalle finestre sono arrivate diverse secchiate d’acqua. Dentro una settantina di persone sono barricate al terzo e quarto piano. Hanno chiuso i primi piani con dei cancelli. Intorno alle 7 del mattino hanno chiesto l’arrivo di un’ambulanza per una donna di 70 anni cardiopatica che vive nel palazzo con il marito «dopo il fallimento dell’agenzia di viaggi che gestivano», ha spiegato uno degli attivisti. Entrambi sono andati via in ambulanza. Una seconda ambulanza è arrivata per una donna incinta al nono mese che ha accusato un malore. Gli attivisti denunciano che i bambini dentro lamentano colpi da calore e attacchi di panico e che allo stabile sono state staccate acqua e luce.

SEDICI FAMIGLIE — Lo stabile era occupato da due anni da sedici famiglie, che comprendono quasi 70 persone di cui 21 minori. Su di esso pendeva un decreto di sequestro emesso dalla Procura di Bologna a seguito di un esposto dei residenti. Poi, ad aprile scorso, la nuova proprietà, la società Solido srl che ha acquistato lo stabile da una famiglia bolognese che lo aveva ereditato, ha inviato una diffida a polizia, carabinieri, prefetto e Comune chiedendo di eseguire lo sgombero. L’occupazione era una delle ultime due abitative rimaste in città del collettivo Social Log. Gli attivisti, trenta circa, si sono radunati a Porta Mascarella in solidarietà ai resistenti dentro il palazzo e chiedono di entrare per verificare la presenza degli assistenti sociali che, dopo due ore dall’inizio dello sgombero, non sono ancora sul posto.

SCONTRI E CARICHE — Sotto lo stabile occupato attorno alle 9 sono arrivati a portare la loro solidarietà alle famiglie all’interno dello stabile il deputato di Sinistra italiana Giovanni Paglia e la consigliera comunale di Coalizione civica Emily Clancy. Gli attivisti hanno quindi iniziato a premere per avvicinarsi al palazzo sgomberato per portare dell’acqua alle famiglie ancora chiuse nello stabile: ci sono state le prime cariche da parte della polizia e gli attivisti, che hanno provato ad avanzare gridando «acqua, acqua» sono stati respinti. La tensione è salita poi in tarda mattinata, dopo più di quattro ore di resistenza per raggiungere gli occupanti: il cordone di carabinieri ha caricato i manifestanti e uno di loro è in stato di fermo. Si tratta di uno studente del collettivo Medicina in movimento. Dentro il palazzo, invece, polizia e vigili urbani sono riusciti dopo ore ad entrare agli ultimi piani, che erano stati bloccati con cancelli e inferriate.

Corriere.it