SI E’ RIUNITA L’ASSEMBLEA DEI MODERATI

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  • La sensazione generale è come essere saliti su una nave che negli ultimi anni è stata lasciata in balia di se stessa.

    Parole come pietre dal Segretario di Stato Augusto Casali, ospite dell’assemblea dei Moderati martedì sera, insieme con una rappresentanza della Lista della Libertà.

    Un’occasione di approfondimento politico che ha spaziato ad ampio raggio sull’attività di governo di questi primi tre mesi, oltre che sui settori di competenza specifici.

    “Dopo sette anni di assenza dalle sedi di potere – ha detto Casali – ho trovato che le cose siano molto peggiorate” Accuse pesanti su una burocrazia bizantina, che impedisce lo svolgimento anche della semplice ordinarietà. Ma anche sul fuggifuggi generale dalle responsabilità, a cui fa da controaltare solo l’interesse per le indennità.

    Il giudizio positivo arriva sull’operato del governo e della maggioranza, che si sono trovati a gestire un’emergenza rischiosissima come quella dell’esclusione dal sistema dei pagamenti italiano e le relazioni bilaterali precipitate al minimo storico. Ma ora che il pericolo è stato scongiurato – la carrellata di grandi ospiti e ministri che ha cominciato a tornare sul Titano, ne è comunque dimostrazione – non si può ancora tirare il classico sospiro di sollievo.

    “Quando avremo risolto tutti questi problemi – ha detto Casali – dovremo guardare da vicino la nostra economia e affrontare il tema della fiscalità. San Marino dovrà poter contare su una risorsa così importante, ma in maniera trasparente e corretta”.

    Gli strali più appuntiti si dirigono nel settore della Giustizia, che costa ai contribuenti oltre 5 milioni di euro all’anno, senza contare consulenze e collaborazioni. E che non funziona.

    “Con la recente riforma dell’ordinamento giudiziario – ha illustrato Casali – ci siamo messi in un ginepraio, per cui, se dobbiamo nominare o sostituire un giudice, ci vogliono più di due anni. E alla fine spesso non ci si riesce neppure”. Anche la separazione dei poteri, più che giusta sul piano teorico, si è rivelata impropria ed inefficace quando è stata calata sui piccoli numeri sammarinesi. Risultato, la posizione di assoluta autonomia della magistratura, ci condiziona a tenere quello che c’è, buono o cattivo che sia.

    Annuncia quindi l’intenzione del governo di procedere su diversi livelli. Innanzi tutto la messa in sicurezza del tribunale con una legge stralcio che permetta di intervenire sull’organico con qualche nuovo innesto. L’articolato è pronto e già dalla settimana prossima sarà avviato al confronto della Commissione di Giustizia. Intanto è stato chiesto al Consiglio Giudiziario di invertire la rotta, e cioè di dare precedenza assoluta ai reati di natura finanziaria, portando a conclusione, possibilmente nei prossimi 3, 4 mesi, i 40 fascicoli tuttora giacenti. Altro ambito di lavoro, le leggi su intercettazioni, rogatorie internazionali, nuove regole per fondazioni ed enti no profit, che saranno pronte in un paio di mesi e che, insieme al resto, consentiranno di rispondere ai criteri di valutazione e agli standard statistici chiesti dal Moneyval. Infine, la riforma dell’ordinamento giudiziario, che essendo una legge costituzionale richiede tempi e confronti un po’ più lunghi, ma che è sempre in cima alle priorità.

    “Una volta la Giustizia era considerata una settore secondario. Ora, insieme con la politica estera e con la politica finanziaria, è diventata un anello fondamentale” ha spiegato Casali, motivando in questo senso il percorso di ammodernamento.

    Infine, di fronte alla platea delle due liste più piccole dello schieramento di maggioranza, ha chiosato: “Il clima di lavoro e i rapporti interpersonali sono ottimi, godiamo della considerazione degli alleati nei nostri confronti, se la legge elettorale rimane quella in vigore, dovremo lavorare per il partito unico”.