SINISTRA UNITA ALL’ATTACCO CONTRO GABRIELE GATTI

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  • Le dichiarazioni rese dal Segretario Gatti in merito alla rogatoria giunta dalla Procura della Repubblica di Rimini mostrano un evidente imbarazzo, per certi versi comprensibile visto la portata delle accuse, ma sorprendono ancora di più quelle del Congresso di Stato che anziché pretendere di fare piena luce, tende a minimizzare la vicenda in maniera a dir poco irresponsabile.
    Il Segretario Gatti è accusato nientemeno che di concorso in calunnia assieme a Mario Scaramella, e la rogatoria è giunta non su richiesta di Alvaro Selva ma per iniziativa del PM di Rimini che indaga sull’episodio.
    Chi ha un minimo di memoria comprende immediatamente che non si tratta di una querelle tra due politici finita in Tribunale, ma è la parte di un disegno che nel 2006 ha visto tra l’altro Gabriele Gatti tentare di impedire l’insediamento di un governo democraticamente voluto dai Sammarinesi con una serie di accuse che non hanno coinvolto solo la politica ma il Paese intero.
    Ricordiamo tutti, infatti, i veleni sparsi ad arte contro la Repubblica e il suo Governo da parte di chi non voleva accettare il verdetto delle urne. Ricordiamo l’accusa messa in bocca ad un Senatore italiano (poi clamorosamente smentita) che dipingeva la maggioranza di allora composta di “tangentisti e pirati della finanza”; ricordiamo le accuse ad esponenti della sinistra sammarinese di essere coinvolta in traffici di uranio e addirittura di avere favorito il terrorismo islamico; per non parlare dei documenti falsi prodotti in Aula consiliare durante la seduta in cui il Governo si accingeva chiedere la fiducia. Questo vecchio metodo di fare politica, incentrato su personalismi e spiriti di rivalsa non si è fatto scrupolo di mettere alla gogna il nostro Paese, dipinto come un covo di malfattori, danneggiandone la reputazione e l’economia, calpestando sistematicamente gli interessi superiori dello Stato che dovrebbero essere invece patrimonio comune di maggioranza e opposizione.
    La Commissione di inchiesta, dopo avere tenuto bloccata per sei mesi la scorsa legislatura, si è conclusa smascherando i bugiardi e le loro trame tanto da produrre ben due sonore censure a carico dei due Consiglieri democristiani coinvolti. Nonostante tutto questo, dopo le elezioni del 2008 il Patto per San Marino non ha trovato niente di meglio che assegnare a costoro due bei posti nel Governo attuale, quasi a volere premiare le loro azioni.
    Come sempre però il tempo è galantuomo e le bugie stanno piano piano venendo a galla. In questo caso a volerci vedere chiaro è la Procura di Rimini che Gatti conosce bene per esservi recato nel lontano 2004 a denunciare il collega di partito Loris Francini (ricordate il caso patente?), inaugurando la pratica della politica nelle aule giudiziarie, per di più estere!
    Dopo la figura barbina rimediata davanti alle telecamere di Report, dopo il ruolo non ancora chiarito ma facilmente ipotizzabile nell’oscura vicenda Sopaf – Delta, dopo le censure guadagnate dall’Aula consiliare, ora arriva anche un avviso di garanzia per concorso in calunnia… non certo un reato di piccola entità per chi fa politica! Ci chiediamo dunque cosa ancora debba capitare per convincere il Segretario alle Finanze a fare la valigie, e lo chiediamo pure alla maggioranza che finge di non vedere e di non capire: per quanto ancora il Paese dovrà rimanere bloccato, in crisi di credibilità e ostaggio di chi rappresenta il peso maggiore sulla strada del cambiamento, della normalizzazione delle relazioni con l’Italia e di una politica davvero nuova?