
E’ riecheggiata nuovamente la sirena d’allarme questa mattina a Kiev. L’allarme è ancora in corso e l’allerta aerea riguarda tutto il territorio nazionale dell’Ucraina, segnalando una possibile attività dell’aviazione strategica russa. Un nuovo allarme che arriva nel giorno in cui a Bruxelles si riunisce il formato Ramstein, il gruppo di contatto per l’Ucraina, chiamato a fare il punto sugli aiuti a Kiev. “La priorità ora è consegnare i tank, i Leopard e gli altri che sono stati promessi, nonché i veicoli blindati di fanteria – ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg aprendo l’incontro – Ed è quello che stanno facendo gli alleati. Poi bisogna far sì che ci siano le munizioni. I jet non sono la questione più urgente ora, ma la conversazione è in corso perché le necessità dell’Ucraina evolvono con l’evolversi della guerra”.
Continuano intanto le accuse di violazione dello spazio aereo rivolte a Mosca. Questa volta è il Ministero della Difesa olandese ad aver riferito che due suoi caccia F-35 hanno intercettato ieri una formazione di tre aerei militari russi sopra la Polonia e li hanno scortati fuori da tale spazio aereo. I velivoli “si sono avvicinati all’area di responsabilità polacca della Nato provenendo da Kaliningrad”, ha dichiarato il dicastero spiegando che otto suoi F-35 olandesi sono di stanza in Polonia questo mese e il prossimo. La formazione aerea russa era formata da “tre velivoli: un Ilyushin IL-20M Coot-A scortato da due Flanker Su-27”, ha specificato il Ministero della Difesa.
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