Siria, l’annuncio di Putin: «Tregua tra ribelli e Assad»

Tregua siglata in Siria tra i ribelli «moderati» e Assad. All’indomani dell’annuncio di Ankara, il suo nuovo partner diplomatico nella gestione della crisi, il Cremlino informa che il governo siriano e le forze di opposizione hanno firmato gli accordi per un cessate il fuoco e hanno concordato di iniziare presto le trattative per la pace. «Poco fa è arrivata la comunicazione che poche ore fa è avvenuto un evento che noi non soltanto abbiamo aspettato a lungo ma su cui abbiamo lavorato molto per renderlo possibile» ha dichiarato Vladimir Putin, citato dall’agenzia Tass.

Tre documenti
Putin ha precisato che sono stati firmati tre documenti: il primo riguarda il cessate il fuoco, il secondo «un pacchetto di misure per gestire il cessate il fuoco», mentre il terzo prevede «una dichiarazione di disponibilità ad avviare i colloqui di pace per la stabilizzazione della Siria».

Il presidente russo ha evidenziato che si tratta di accordi «fragili» che richiedono un’attenzione speciale e pazienza. «Come comprendiamo bene, tutti questi accordi sono molto fragili, richiedono una speciale attenzione e pazienza, un atteggiamento professionale a queste questioni ed un costante contatto con i nostri partner», ha concluso il capo dello Stato russo.
A minare la tregua ci sono innanzitutto gli esclusi: resterebbero fuori dall’intesa il movimento curdo siriano Ypg – oggi appoggiato dagli Usa — e alcuni gruppi islamisti importanti come la ex Al Nusra. Oltre, naturalmente , l’Isis, trincerato nella parte nord orientale del Paese. L’annuncio è stato accolto con prudenza dagli insorti: per loro la «mappa» esclude delle zone sotto il loro controllo, ed esigono chiarimenti. Il percorso si preannuncia in salita.

Assad: «La guerra non è ancora finita»
Dopo l’annuncio interviene anche il presidente siriano Assad. «Non si può ancora dire che la guerra sia finita fino a che non si eliminano i terroristi in Siria» ha detto. «I terroristi purtroppo godono ancora di supporto esterno da parte di altri paesi – ha aggiunto Assad- tra questi la Turchia, il Qatar, l’Arabia Saudita, e anche molti paesi Occidentali. È qualcosa che non è cambiato e fa si che la guerra continui. Ma la sconfitta dei terroristi ad Aleppo è un passo importante verso la fine della guerra. Se non ci fosse il supporto esterno ai terroristi non sarebbe per niente difficile debellarli del tutto in Siria, e a quel punto potremmo parlare di fine della guerra». Corriere della Sera