“Sono profugo, non pago nulla”. E il gambiano sfida pure il gip “Non potete farmi nulla, siamo in Italia”

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Il finto profugo, che in realtà è risultato essere senza fissa dimora e con precedenti, ha poi spintonato un addetto del supermercato ed inveito contro i carabinieri intervenuti. Portato davanti al giudice con fare arrogante ha ribadito il concetto: “Non ho fatto nulla, non so perchè sono qui. Posso fare ciò che voglio”.

Un gambiano di 23 anni è finito in manette a Piacenza con le accuse di rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Secondo i media locali l’africano si era presentato pochi giorni fa alla cassa di un supermercato della città emiliana ma, anziché provvedere al regolare pagamento della merce, aveva detto all’attonita cassiera: “Non pago, sono un profugo. Non mi potete fare niente: siamo in Italia”. Non contento il 23enne aveva anche spintonato un addetto ed inveito contro i carabinieri intervenuti dopo la segnalazione del personale.

I successivi controlli hanno fatto emergere che il finto profugo in realtà era senza fissa dimora ed inoltre sul suo capo già pendevano alcuni precedenti. Vista la situazione lo straniero è stato processato per direttissima ma neanche in tribunale si è rabbonito, dispensando sguardi di sfida a chiunque e ribadendo con naturalezza al giudice le sue convinzioni: “Non ho fatto nulla, non so perché sono qui. Posso fare ciò che voglio, sono un profugo“ .

Per concludere, al momento della comunicazione della custodia cautelare in carcere, l’africano ha tentato di reagire ed è stato bloccato dagli agenti di polizia penitenziaria che lo tenevano sotto controllo. Il processo nel frattempo è stato rinviato al prossimo mese di ottobre, così come richiesto dall’avvocato difensore. 

Il Giornale.it

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