Il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sul futuro delle concessioni demaniali marittime non accenna a placarsi. A fare il punto della situazione è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto a margine di un convegno a Palazzo Madama. Il vicepremier ha descritto un quadro complesso, sottolineando come l’Unione Europea mantenga al momento una posizione di chiusura rispetto alle istanze italiane.
Nonostante il muro opposto dalle istituzioni comunitarie, il governo intende procedere con una modifica normativa ritenuta cruciale: la revisione dell’articolo 49 del Codice della navigazione. La legge attuale prevede che, alla scadenza della concessione, le opere inamovibili realizzate sul demanio vengano acquisite dallo Stato senza alcun onere. L’obiettivo dell’esecutivo, come spiegato da Salvini, è ribaltare questo principio, stabilendo che gli investimenti effettuati debbano essere economicamente riconosciuti ai concessionari uscenti. I tempi per questo intervento legislativo sono stretti, con l’auspicio di concludere l’iter di modifica entro la prossima settimana.
La questione si inserisce nel percorso che porterà alla messa a bando delle spiagge entro l’estate del 2027, con una possibile proroga tecnica al 2028. Salvini ha colto l’occasione per evidenziare una discrasia nelle priorità europee, osservando criticamente come, in uno scenario internazionale segnato da gravi crisi, l’attenzione dell’UE rimanga focalizzata sulle procedure di gara per le coste italiane. L’intento dichiarato dal ministro è quello di riportare elementi di buon senso e stabilità in un comparto che necessita di certezze operative.











