Stati Uniti, mire sulla Groenlandia: Trump punta all’acquisto o a un patto diretto, l’Europa fa muro… E la popolazione vuole l’autonomia dalla Danimarca

Dopo l’operazione in Venezuela, l’attenzione dell’amministrazione Trump si sposta decisamente verso l’Artico. Il Segretario di Stato Marco Rubio, in un briefing con i legislatori al Congresso, ha chiarito che le recenti pressioni sulla Groenlandia non preludono a un’invasione imminente, ma confermano l’obiettivo strategico di Washington: acquistare l’isola dalla Danimarca.

Secondo quanto emerso, la strategia della Casa Bianca potrebbe però seguire un doppio binario. Oltre all’ipotesi dell’acquisto, l’Economist rivela che gli Stati Uniti starebbero lavorando a un “accordo di associazione” direttamente con le autorità di Nuuk, scavalcando di fatto il governo di Copenaghen. Il modello sarebbe quello già adottato con le isole del Pacifico come la Micronesia o le Marshall: un’intesa che garantirebbe alle forze armate americane libertà operativa sul territorio e una partnership commerciale esente da dazi, cementando l’influenza Usa sull’isola che ospita già una base militare a stelle e strisce.

Le ambizioni americane hanno provocato una ferma reazione del Vecchio Continente. I principali leader europei, tra cui Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Keir Starmer, Donald Tusk, Pedro Sánchez e la premier danese Mette Frederiksen, hanno firmato una nota congiunta dai toni netti: “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sul loro futuro”. Il documento ribadisce che il Regno di Danimarca è parte della Nato e che la sicurezza nell’Artico deve essere garantita collettivamente.

Nonostante le rassicurazioni diplomatiche, le parole del vice capo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller, mantengono alta la tensione: “Nessuno combatterà militarmente gli Usa per il futuro della Groenlandia”, ha dichiarato alla CNN, sostenendo apertamente che l’isola dovrebbe far parte degli Stati Uniti. Nel tentativo di disinnescare la crisi e offrire garanzie di sicurezza all’alleato americano, la Danimarca ha annunciato un rafforzamento della propria presenza militare nell’area, mentre Nuuk e Copenaghen hanno richiesto un incontro urgente con Marco Rubio per mantenere aperta la via del dialogo.