Su Adnkronos: GABRIELE GATTI, ''sono sicuro che a Settembre entremo nella White List''

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    Roma, 31 gen. (Adnkronos) – Il governo della Repubblica di San Marino “è sicuro di rientrare nella white list”, ovvero l’elenco dei paesi virtuosi nella trasparenza bancaria. Intanto, però, serve “una soluzione temporanea” per regolare i rapporti con le banche italiane, con la collaborazione del governo italiano, dell’Abi e della Banca d’Italia. Il segretario di Stato per le Finanze della Repubblica del Titano, Gabriele Gatti, interpellato dall’ADNKRONOS, si dice “sicuro che, grazie al lavoro che si sta facendo, a settembre Moneyval sancirà il rientro” ma esprime “una estrema preoccupazione” per la gestione dell’operatività delle banche sammarinesi, dopo la stretta sui controlli imposta dalle autorità italiane. Per arrivare all’obiettivo, spiega, “è stata approvata una nuova legge contro il riciclaggio, ha creato una propria agenzia che collabora con le altre nella lotta al riciclaggio, ha potenziato gli organi di controllo della banca centrale, ha dato impulso al ruolo delle forze dell’ordine e del tribunale per combattere il fenomeno”. Da punto di vista delle strutture e della legge, in sostanza, “il Paese si è già allineato”. Ora, prosegue Gatti, “deve dimostrare nei prossimi mesi un’azione forte per far vedere che oltre alle leggi c’è un’operatività conseguente”. Quello che è certo, assicura, è che “c’è una volontà politica molto forte“.

    Intanto, però, i rapporti con le istituzioni bancarie italiane sono difficili. “La situazione è molto complessa e per certi aspetti confusa e si interseca con la situazione politica nella Repubblica di San Marino, con il nuovo governo che ha ereditato una situazione grave”, ammette il segretario di Stato. Il problema contingente, quello di assicurare l’operatività nel sistema dei pagamenti italiano nei prossimi mesi “non è di piccola entità”, perché “l’adozione dei controlli rafforzati”, e soprattutto “il caos che potrebbe regnare nei prossimi mesi”, rischiano di “strozzare l’economia di uno Stato sovrano”. E’ necessario, sostiene Gatti, “trovare una soluzione tecnica temporanea”, per cui è all’opera un gruppo di lavoro misto Associazione bancaria sammarinese e Abi. “Abbiamo bisogno di risposte concrete”, scandisce il segretario di Stato, esprimendo “una preoccupazione estrema”. In estrema sintesi, il governo di San Marino “lavora incessantemente per far vedere che ha voltato pagina” ma, conclude Gatti, il governo italiano, la Banca d’Italia e l’Abi “devono concorrere per trovare soluzioni possibili”. 

     

    Dal canto suo il direttore generale della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, Luca Simoni, denuncia che le banche sammarinesi hanno “grandissime difficolta’” ad assicurare l’operatività nei rapporti con quelle italiane. Interpellato dall’ADNKRONOS, spiega che, dopo la stretta imposta da Bankitalia e Abi, “l’operatività è molto condizionata” perché il sistema bancario italiano “si muove in maniera scoordinata”. Nell’ultima riunione con l’Abi, riferisce, “sono stati raggiunti accordi per gestire al meglio la situazione” ma “ieri sera sono arrivati due fax dall’Istituto centrale delle banche popolari e dall’Iccrea che ci bloccano l’operatività a partire rispettivamente dal 20 febbraio e dal 2 marzo”. 

    Nei difficili rapporti tra le due parti, puntualizza Simoni, “va separato l’aspetto dell’antiriclaggio da quello valutario“. Sul primo fronte, l’esclusione di San Marino dalla white list della Commissione Ue “comporta la necessità di effettuare una adeguata verifica dell’ordinante dal lato Italia e noi abbiamo dato in sede Abi la disponibilità a fornire i dati necessari per una buona esecuzione dell’operazione”. Il problema, però, è che “in Italia non esiste ancora un comportamento unico sulle modalità e i documenti da richiedere”. San Marino, ricorda Simoni, “ha approvato una legge antiriciclaggio molto più dettagliata, con regolamenti attuativi entrati in vigore tra metà ottobre e novembre”. Ora Moneyval attende che la normativa “abbia un curriculum sufficiente” per consentire la riammissione nella white list. Per quanto riguarda l’aspetto valutario, con le nuove norme che assimilano le banche sammarinesi a quelle extra Ue, “non viene data piena efficacia alla convenzione italo-sammarinese del ’91 che istituisce un’area valutaria unica e si impedisce di utilizzare la rete interbancaria italiana, come avvenuto finora”. In sostanza, la Banca d’Italia “impone l’attribuzione di codici” che fanno di San Marino uno stato extra Ue.

    Secondo Giancarlo Mazzuca (Pdl) la Repubblica di San Marino “deve rimanere un alleato provilegiato” dell’Italia. Altrimenti, sarebbero “inevitabili le ripercussioni per le economie di Marche ed Emilia Romagna”. Mazzucca, interpellato dall’ADNKRONOS, annuncia la mobilitazione di parlamentari di centrodestra e centrosinistra per “sostenere le istanze” di San Marino nella controversia sulle norme antiriclaggio e valutarie, “di natura tecnica e non politica”, che vede da una parte le banche sammarinesi e dall’altra l’Abi e la Banca d’italia. 

    “E’ un problema più tecnico che politico. Bankitalia e Abi, di fronte alla crisi, stringono i cordoni della borsa e impongono regole più ferree. Dal punto di vista politico, c’è la volontà bipartisan di continuare ad avere rapporti buoni con San Marino”, spiega Mazzuca, sottolineando che “è interesse dell’Italia avere un alleato che resta un partner ideale”. I parlamentari dell’area marchigiana ed emiliano-romagnola sono “tutti d’accordo per ripristinare buoni rapporti”, perché “eventuali contraccolpi per l’economia di San Marino causerebbero conseguenze su quella delle Marche e dell’Emilia Romagna“. Per questo, prosegue, “sono in corso contatti per portare avanti le istanze della Repubblica del Titano”. Nei giorni scorsi, riferisce Mazzuca, c’è stato un incontro tra il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e il segretario di Stato alle Finanze di San Marino, Gabriele Gatti: si è chiuso “con rapporti migliori” rispetto a quanto emerso nel confronto con Abi e Bankitalia.