SUCCESSO DEL FILM SU LEOPARDI PRESENTATO DA MICHELE GHIOTTI

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Nell’ambito della Settimana della Lingua Italiana. Giovedì 24 verrà proiettato al Concordia Io, Leonardo

Si è tenuta ieri sera a Palazzo Graziani, la serata di celebrazioni per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo e del “Bicentenario dell’Infinito” di Giacomo Leopardi. L’evento, voluto dall’Ambasciata d’Italia a San Marino e dalla Società Dante Alighieri, introdotto dal prof. Michele Ghiotti, è stato coronato dalla proiezione del film del 2014, diretto da Mario Martone e magistralmente interpretato da Elio Germano, “Il giovane favoloso“, dedicato alla vita e alla figura del grande genio di Recanati.

Il titolo della pellicola, tratto dal saggio “Pellegrinaggio alla tomba di Leopardi” della celebre scrittrice italiana Anna Maria Ortese, ben rappresenta lo spirito con cui oggi possiamo e dobbiamo accostarci a uno dei massimi intellettuali e poeti italiani di tutti i tempi. Leopardi fu infatti “favoloso” in quanto – come è emerso dall’introduzione del prof. Ghiotti – elaborò una poesia e una filosofia straordinarie, capaci di travalicare il suo secolo (che stoltamente lodava “le magnifiche sorti e progressive” dell’umanità) e anticipare il nostro tempo e forse quello a venire.

E’ così emerso, tanto dalla presentazione quanto dalla partecipata visione del film, come Leopardi fu sempre orgogliosamente uomo e intellettuale “ai margini”. Avversario tanto dei puristi quanto dei “libertini”, che si scontravano nell’acceso dibattito della questione della lingua, egli seppe distinguere tra la superiore lingua poetica,

modellata sulla tradizione (in particolare petrarchista) e fatta di “parole” in grado di evocare e caricare di potenza immaginativa ed emotiva gli oggetti, e la lingua prosastica, da ammodernare e svecchiare per raggiungere la precisione del francese e

delle lingue europee, ricche di “termini” univoci e scientifici, fondamentali per scrivere di filosofia.

Tuttavia è la lingua modellata in senso estetico e artistico quella che interessa di più al solitario di Recanati, come ben dimostra la sua più celebre poesia. Nell'”Infinito“, infatti, egli dà un saggio straordinario dell’eleganza formale e della “vaga” classicità del lessico. Ma proprio in un contesto così codificato, Leopardi innova profondamente sia la scansione metrica che il genere poetico dell’idillio (non più bozzetto pastorale, ma avventura tutta interiore e sentimentale).  

La rivoluzione fondamentale è però la nuova concezione dell’infinito: non tanto un assoluto romantico, tanto meno di ascendenza spirituale o religiosa (il sensismo e il razionalismo dell’intellettuale non accettano il ricorso alla metafisica e a un dio personale), bensì uno nuovo stato mentale raggiunto per via meditativa, in cui il soggetto di distacca dal tempo e dallo spazio, l’io si annulla nel cosmo, negazione e affermazione coesistono. In questa trance in cui il tutto coincide con il nulla, il poeta si abbandona al naufragio nel non essere e quasi ritorna, in termini psicanalitici, al grembo della madre. Una sorta di nirvana, di moksha, di satori, insomma, per dirla con gli orientali. Scrive infatti Leopardi nei “Pensieri“: “il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. […] Si potrebbe esporre e sviluppare questo sistema in qualche frammento che si supponesse di un filosofo antico, indiano”.

La celebrazione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo proseguirà questo giovedì a Borgo Maggiore, al Concordia alle ore 21, con la proiezione in esclusiva, a cura dell’Ambasciata d’Italia, del recente film “Io, Leonardo” di Jesus Garces Lambert, incentrata sul grande genio rinascimentale di Vinci. In occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano, avvenuta nel 1519, il film vuole mostrare allo spettatore l’uomo che c’era dietro al genio, l’ambizione e i tormenti che si celavano dietro la figura dell’artista. Un film che getta uno sguardo lontano, andando oltre i luoghi comuni e gli stereotipi che sono andati calcificandosi nel corso dei secoli.

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