Sulla Conferenza ministeriale di Interlaken (18-19 febbraio 2010)

  • Le proposte di Reggini Auto

  • L’avvenire della Corte europea dei diritti dell’uomo è stato discusso il 18 e il 19 febbraio a Interlaken, in Svizzera, dai Ministri responsabili per i diritti umani e dagli altri rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, per cercare di risolvere i problemi che affliggono la Corte europea, sommersa dai ricorsi dei cittadini del vecchio Continente che si considerano lesi nei loro diritti fondamentali. I diritti umani sono al centro delle preoccupazioni dell’Organizzazione di Strasburgo ; per questo una parte importante della riforma della Corte verrà attuata prossimamente con l’entrata in vigore del  Protocollo 14. Ma tutta una serie di misure, oltre a quelle già previste, dovranno essere prese con urgenza e guardando lontano, se si considera che i ricorsi pendenti davanti alla Corte europea sono ormai più di 100mila. Anche se il 90% di essi sono infondati o irricevibili, vanno applicate soluzioni che garantiscano al tempo stesso la rapidità delle decisioni e il diritto di ogni individuo a vedere il suo caso esaminato con cura dalla Corte.  Va inoltre assicurata l’esecuzione delle sentenze della Corte europea in ogni circostanza. Per raggiungere questi obiettivi la Conferenza ha adottato una dichiarazione e un piano d’azione. La Conferenza è stata aperta dalla Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, Micheline Calmy-Rey, Consigliere federale svizzera, seguita dal Segretario Generale Thornbjorn Jagland, dai Presidenti dell’Assemblea parlamentare e della Corte europea, dal rappresentante della Commissione europea e dal Commissario ai diritti umani Thomas Hammarberg. Sono seguiti gli interventi dei Ministri e degli altri rappresentanti dei Paesi membri. Per San Marino è intervenuto l’Ambasciatore Guido Bellatti Ceccoli, a nome del Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni, per riaffermare l’attaccamento del nostro Paese ai diritti dell’uomo e alla loro effettiva protezione in Europa.