Tensioni Internazionali. Scade oggi il trattato nucleare New Start: il mondo perde l’ultimo scudo contro la corsa agli armamenti

Scocca oggi un’ora critica per gli equilibri geopolitici globali. Alla mezzanotte di questo giovedì 5 febbraio cessa di avere efficacia il New Start, l’ultimo grande accordo bilaterale rimasto in piedi tra Stati Uniti e Russia per il controllo e la limitazione delle testate atomiche. Siglato nel 2010, il trattato esce di scena lasciando il pianeta in una condizione di maggiore vulnerabilità, nonostante i pressanti appelli giunti dal Vaticano affinché lo strumento diplomatico non venisse abbandonato senza una valida alternativa.

La situazione appare bloccata in uno stallo complesso. Da tempo Washington preme per allargare il perimetro di una futura intesa anche alla Cina, mossa che ha complicato i negoziati di rinnovo. Sul fronte delle grandi potenze, il dialogo prosegue a distanza: il Presidente russo Vladimir Putin ha rassicurato l’omologo cinese Xi Jinping sull’intenzione di Mosca di agire con responsabilità, mentre lo stesso leader di Pechino ha avuto un colloquio in videoconferenza con Donald Trump, il quale ha definito eccellente la conversazione e confermato una sua visita in Cina prevista per il prossimo aprile.

Mentre si sgretola l’architettura del controllo nucleare, la diplomazia internazionale è al lavoro ad Abu Dhabi per cercare spiragli sulla crisi russo-ucraina. La delegazione di Kiev ha definito i lavori sostanziali, ma il clima resta teso. Gli Stati Uniti stanno giocando le loro carte su più tavoli: lunedì scorso è stato annunciato un accordo che vedrebbe l’India rinunciare alle importazioni di petrolio russo, una leva economica usata verosimilmente dai negoziatori americani negli Emirati per ammorbidire le posizioni del Cremlino.

Tuttavia, il nodo delle garanzie di sicurezza resta irrisolto. Mosca ha respinto con fermezza l’ipotesi, ventilata ieri dal Segretario Generale della NATO, di dispiegare truppe di una “coalizione di volenterosi” in Ucraina post-accordo. La portavoce russa Zakharova ha bollato tale scenario come un aperto intervento militare dell’Alleanza Atlantica.

Non si placano nemmeno le tensioni in Medio Oriente. Nella giornata di ieri è stato abbattuto un drone da ricognizione iraniano, un episodio che surriscalda ulteriormente l’area in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Repubblica Islamica previsti per domani, venerdì, probabilmente in Oman. Washington sembra intenzionata ad alzare la posta, chiedendo a Teheran passi indietro non solo sul nucleare ma anche sul programma missilistico come condizione per frenare l’escalation. Resta critica, infine, la situazione a Gaza: nonostante il cessate il fuoco teorico, fonti locali riferiscono di un raid israeliano che avrebbe causato oltre venti vittime, mentre le forze di difesa israeliane segnalano attacchi contro le proprie truppe e l’eliminazione di un comandante di Hamas.