Tra Bastoni, Kalulu e Banca di San Marino… Quando il tifo e il “vampirismo” uccidono la razionalità e il Diritto…di Enrico Lazzari

C’è un filo rosso, viscido e ininterrotto, che unisce l’urlo rabbioso “bianconero” di San Siro per un rosso ingiusto sventolato in faccia a Kalulu e la “sete di sangue” di “rumorosa” parte dei sammarinesi alla notizia della semplice apertura di una indagine penale dove riecheggia la parola “politica”. È il filo dell’irrazionalità, della bava alla bocca, di un tifo che ha smesso di essere solo sportivo per farsi giustizialismo becero. O di disagio sociale, forse. Se pensate che l’editoriale di oggi parli solo di calcio, vi sbagliate di grosso. Parlo di voi, parlo di noi, parlo di una società che ha scambiato il Diritto con il sangue e l’analisi con il linciaggio.

I “maestri” e l’arte del triplo salto carpiato

Prendiamo il caso del momento: Inter-Juventus e i successivi “maestri” del triplo salto carpiato. Un contatto fantasma tra Bastoni e Kalulu, un tuffo, un arbitro – La Penna – che abbocca all’amo e, immediatamente, viene crocifisso mediaticamente a “reti unificate” e costretto alla protezione della Polizia Postale per le minacce ricevute. Ma il vero spettacolo, quello che fa voltare lo stomaco e che a sua volta è lo specchio della società, anche sammarinesi ma non solo, è la parata degli ipocriti. Sentire Giorgio Chiellini e Alessandro Del Piero scandalizzarsi per la simulazione di Bastoni appare come una prova che richiede il massimo coraggio intellettuale… Ed evidenzia – scartando la memoria corta – la totale assenza di vergogna.

Perchè, caro “Capitano” Alex, nessuno può mettere in dubbio che sei un campione indiscusso, ma la traccia digitale è crudele anche con con gli dei veri, immagina con con quelli del pallone. Ti ricordi quel Juventus-Genoa del 2009/2010? Quel tuffo carpiato al 77° minuto, sulla riga dell’area, per rimediare un rigore e portarti a casa il 3-2 finale e i tutti i punti in palio in quel match? Le immagini (guarda qui) che girano in queste ore, tradotte in ogni lingua, ci dicono che anche tu puoi apparire come un “Bastoni d’altri tempi”, come un “Master of Diving”. 

E che dire di Re Giorgio? Il video del 2017 contro l’Inter è ancora lì: sfiorato appena nei pantaloncini da Perisic, crolla a terra come se lo avesse centrato un fulmine (guarda qui). Oggi, entrambi, puntano il dito, dimenticando che il manuale della simulazione – si fa per dire – lo hanno scritto loro. È l’ipocrisia elevata a sistema: si condanna il peccatore di oggi quando imita i propri peccati di ieri.

Dunque, dall’area di rigore alla vicenda Banca di San Marino, i canini si allungano… Sì, perchè la vicenda calcistica è solo la cornice di un fenomeno inquietante e ben più “grande” e pericoloso, ne è solo la cornice. Il quadro, quello brutto, lo dipingete voi sul Titano ogni volta che si apre un fascicolo penale. Guardate cosa sta succedendo con l’inchiesta sulla mancata scalata a Banca di San Marino da parte dei bulgari di Starcom. Non avete aspettato un secondo. Avete sentito l’odore del coinvolgimento di qualche politico – presunto, forse neanche presunto, ma semplicemente chiacchierato – e vi si sono subito allungati i canini.

Non vi interessa la verità, vi interessa il sangue. Vi interessa vedere il “potente” (o  il l’avversario politico) trascinato nel fango. È la stessa dinamica di chi vuole distruggere Bastoni o La Penna: non si cerca giustizia, si cerca una valvola di sfogo per i proprio disagio sociale, che troppo spesso si traveste col costume carnevalesco dell’onestà.

La lezione del “Mazzini” non vi è bastata?… Io non sono sammarinese, lo sapete. Ma osservo questo scoglio da oltre trent’anni e ho visto nascere e morire stagioni che avrebbero dovuto insegnarvi qualcosa. Nel 2014 scrivevo dell’arresto del primo potente e di quella che definivo “l’estasi degli onesti” (link a fine articolo). Vi siete ubriacati di quel fango per un decennio. Avete goduto nel vedere un’intera classe politica fatta fuori da titoli cubitali e manette facili, probabilmente o forse faziose e con la chiave detenuta da poteri ben diversi da quello giudiziario.

E oggi? Oggi che le sentenze definitive parlano di assoluzioni con formula piena e proscioglimenti, dove sono i vostri brindisi? Ah, vero… Avete finito i soldi per le bottiglie da stappare, visto che le conseguenze di quell’azione che ha spazzato via la vostra vecchia classe dirigente (non che fosse perfetta, ovviamente) vi sono costate una miliardata di euro! Il Processo Mazzini è finito nel nulla, ma ha lasciato il Paese in macerie, con vite distrutte e un’istituzione — quella giudiziaria — che ha giocato per anni a fare la curva ultras invece di fare il Tribunale. Oggi, fortunatamente, quegli anni bui della Giustizia sembrano superati… Ma non sul piano sociale.

Cari sammarinesi, se continuate così, se ogni errore arbitrale diventa un complotto e ogni inchiesta diventa un pretesto per il tifo; se ogni sospetto lo trasformate all’istante in una condanna definitiva sui social, finirete per distruggere l’essenza stessa della vostra Repubblica. La Democrazia – e la vostra è la più antica del mondo – si regge sulla capacità di analisi, sul confronto, sul rispetto del Diritto. Se sostituite tutto questo con il “vampirismo”, se preferite la bava alla bocca al ragionamento intellettuale e all’attenta analisi dei fatti inserita nel relativo contesto, non state punendo i colpevoli (o gli innocenti): state suicidando lo Stato.

Recuperate la capacità di guardare i fatti senza i paraocchi del tifo, o rassegnatevi a vivere in un’arena dove il prossimo condannato, prima o poi, potreste essere voi. Perché i vampiri, quando finiscono il sangue degli altri, non hanno problemi a mordersi tra loro, perchè alla fine, tutti gli “onesti” – come Del Piero e Chiellini – hanno sempre la memoria troppo corta.

Enrico Lazzari

 

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