Trentino, stop ai corsi di italiano per migranti. Chiusi i rubinetti all’accoglienza

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Il governatore leghista ridimensiona la spesa giornaliera per i migranti e i servizi a loro disposizione.

La linea della Lega per quanto riguarda l’immigrazione è piuttosto chiara: porti chiusi, aiutare solo i veri profughi e redistribuzione dei migranti arrivati in Italia in questi mesi.

La posizione di Matteo Salvini è piuttosto chiara. E la parte gialla del governo se ne deve fare una ragione. Ora, dal Trentino Alto Adige arriva una decisione ancora più netta: stop ai corsi di lingua italiana per i migranti, ridimensionamento del centro informativo e di supporto per l’immigrazione e riduzione degli appartamenti destinati ai profughi.

Il giro di vite trentino sui migranti punta a un vero dimezzamento del progetto di accoglienza. Il neo governatore della Lega, Maurizio Fugatti, lo aveva annunciato già prima di Natale: “Meno assistenzialismo per i non trentini e più attenzioni per le difficoltà dei trentini”. Ora, quelle parole diventano realtà. Uno scadenzario sulla riduzione dei servizi per i profughi che, in linea con il governo, ha già previsto anche la riduzione da 33 a 24 euro della quota giornaliera.

Così, in Trentino Alto Adige, entro la fine di gennaio termineranno i corsi di italiano per i migranti, successivamente sarà fortemente ridimensionato il servizio di aiuto psicologico che convoglierà i centri collettivi. Ma non solo. In primavera è previsto un ridimensionamento, se non addirittura la chiusura, del servizio collocamento ed orientamento al lavoro per i migranti. E la possibilità di alloggio per i richiedenti asilodovrà essere ridotta del 30 per cento.

Il Giornale.it

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