TSUNAMI SU BANCA CENTRALE: ESPOSTO IN TRIBUNALE CONTRO GUMINA.

Ieri pomeriggio la riunione del Consiglio Direttivo di Banca Centrale non ha potuto esaminare la posizione del sindaco dimissionario Francioni Massimo Francioni, sindaco effettivo di Banca Centrale, non si è presentato (per motivi di salute) alla riunione del Consiglio Direttivo di ieri pomeriggio e quindi le sue dimissioni non sono state discusse, ma pesa sulla stabilità dell’istituto centrale la sua lettera che esprime l’amarezza per una gestione non condivisibile della delicata fase che sta vivendo il sistema finanziario.

Le critiche sui vertici di Banca Centrale, giunte senza remore dalle forze politiche di opposizione, ora si stanno manifestando anche all’interno del sistema tecnico e professionale.

Del resto le dimissioni a raffica prima di Sergio Gemma, poi di Otello Carli e ora di Francioni, sono un segnale chiaro che dentro Banca Centrale è in atto un vero e propio terremoto che potrebbe avere conseguenze drammatiche anche per il resto del sistema.

Dopo le critiche sulla gestione del Credito Sammarinese, costato 30milioni di euro, quelle su Banca Commerciale che costerà forse di più, le critiche forti sull’autorizzazione del famoso bonifico si associano a quelle sulla mancata possibilità di cedere Bcs alla Trony, cessione apparentemente ostacolata proprio dall’interno di banca Centrale.

Dopo tutto ciò, ora arriva un altro fulmine in piena tempesta, quello di un esposto in tribunale nei confronti del responsabile della Vigilanza, dott. Gumina, da parte della finanziaria Fidens (la stessa che rappresentava gli interessi del gruppo Trony), sottoposta da sei mesi a ispezione, che ha ravvisato comportamenti che non rispettano l’etica professionale, fino a prospettare l’abuso di potere. La Tribuna