
(ANSA) – BOLOGNA, 31 AGO – Riuscire a decifrare il “linguaggio” che intercorre a livello molecolare tra le cellule
tumorali e il microambiente che le accoglie è diventato un
obiettivo prioritario nel tentativo di bloccare i processi di
espansione dei tumori. In questo innovativo filone di ricerca,
s’inserisce uno tra gli ultimi e più importanti progetti
dell’Istituto tumori della Romagna (Irst) Irccs. Grazie a uno
studio iniziato nel 2012 dai ricercatori del Centro di
Osteoncologia, Tumori rari e Testa-collo (Cdo-Tr-Tc), insieme al
Centro di ricerca statunitense Methodist Hospital Research
Institute di Houston (Texas), è stata realizzata in laboratorio,
in vitro, tramite tecniche di ingegneria biomedica, una nuova
molecola nanotecnologica provvista di un farmaco antitumorale e
di un anticorpo che, intervenendo proprio sul microambiente
tumorale, potrebbe permettere di trattare il tumore
interrompendone la crescita.
“Siamo fiduciosi che questo nuovo prodotto nanotecnologico –
spiega il dottor Toni Ibrahim, direttore del CdO-Tr-Tc e
direttore ad interim Immunoterapia, Terapia Cellulare Somatica e
Centro Risorse Biologiche – possa in futuro portare concreti
benefici terapeutici. L’obiettivo che ci poniamo oggi è quello
di verificarne la capacità farmacologica e i risultati ottenuti
in fase pre-clinica anche nel paziente così da traslarlo, il
prima possibile, nei percorsi di cura”. In particolare, la nuova
molecola è il risultato di una scoperta – il ruolo di una
proteina nella diffusione del tumore – avvenuta grazie alla
messa a punto di un nuovo modello tridimensionale utile a
mimare, in laboratorio, quanto accade nel corpo. (ANSA).
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