Turista italiano morto in Tunisia: legato al letto e seviziato per pochi soldi

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L’hanno legato al letto, imbavagliato e picchiato a sangue fino ad ucciderlo per pochi contanti e un cellulare, stando all’ipotesi degli inquirenti. E così, un viaggio nella “sua” Tunisia, terra che adorava, si è trasformato in tragedia. Vittima Giuseppe (per tutti “Pino”) Nisticò, 71 anni, calabrese d’origine ma veneziano d’adozione, visto che aveva vissuto tutta la vita (almeno gli ultimi 50 anni) a Mestre. Pensionato, aveva lavorato come pizzaiolo, in particolare al bar della stazione di Santa Lucia. Le autorità tunisine, a distanza di pochi giorni dal fatto, hanno arrestato i due presunti killer, due giovani del posto. Almeno uno dei due, a quanto si è potuto capire, era un amico di Nisticò. Il pensionato, infatti, lo conosceva e si fidava di lui.

LA TRAGEDIA E GLI ARRESTI
Pino sarebbe tornato a casa lunedì. Era partito con un amico per un breve periodo di vacanza in Nordafrica. La drammatica serata risale al 25 aprile, a Monastir, a circa 160 km  a sud di Tunisi: a quanto ricostruito dagli investigatori locali, il compagno di viaggio si sarebbe allontanato per qualche ora lasciando da solo Nisticò. Poi, al suo ritorno, l’avrebbe trovato legato al letto, imbavagliato e con diversi segni su tutto il corpo. Non è chiaro se sia stato colpito a mani nude o con qualche oggetto pesante o contundente: questo sarà l’autopsia a rivelarlo.

 L’appartamento era completamente in disordine, elemento che farebbe pensare quindi a una rapina finita male: sarebbero spariti dalla casa i contanti dell’uomo e il cellulare. La polizia tunisina ha arrestato il primo responsabile lunedì: si tratta di un 26enne, originario del villaggio di Mahdia, nella Tunisia centrale. A comunicarlo, è stato Bechir Romdhani, segretario generale della polizia del governatorato tunisino, all’emittente radiofonica locale “Mosaique Fm”. Secondo il funzionario di polizia, inoltre, il giovane tunisino e il 71enne mestrino si conoscevano. Motivo per cui, evidentemente, sarebbe stato l’uomo stesso ad aprire la porta del suo appartamento al suo omicida che, però, non si sarebbe presentato da solo all’appuntamento. Un secondo uomo, infatti, è stato arrestato ieri. I detective tunisini cercheranno di capire, nelle prossime ore, se vi siano altre persone coinvolte. Il sito web d’informazione “Tunisie numerique” aveva spiegato che l’italiano, turista classe 1947, si recava regolarmente in visita in Tunisia. «L’ambasciata d’Italia a Tunisi – spiegano i funzionari della Farnesina – in stretto contatto con il ministero degli Esteri e le autorità locali, ha seguito con la massima attenzione il caso del connazionale deceduto a Monastir in Tunisia ed è in contatto con i familiari per fornire loro ogni possibile assistenza». La Farnesina, cioè, oltre a tenere aggiornati i famigliari sullo sviluppo degli indagini, ha offerto loro supporto logistico e psicologico.
INDAGINI E FUNERALE
Il prossimo passo dell’inchiesta sarà l’autopsia: capire come sia morto, cioè, Nisticò. Se sia stato drogato, prima di essere legato e picchiato a sangue, e se i suoi aggressori l’abbiano torturato per convincerlo a dire loro dove nascondesse soldi ed altri averi di valore. La Farnesina vuole vederci chiaro e farà pressioni sulla polizia locale per capire se possa essere confermata l’ipotesi della rapina, o se il movente di un così brutale omicidio possa avere origini diverse.

Un turista italiano residente a lungo a Mestre, Giuseppe “Pino” Nisticò, 72 anni, è stato trovato morto in Tunisia. Il cadavere, con segni di violenza, era in un appartamento a Monastir, cittadina sul mare a nord-est del Paese nordafricano. Lo conferma il sito Tunisie numerique, precisando che il pm aperto un’inchiesta. Secondo il portavoce dei tribunali di Monastir e Mahdia, Ferid Ben Jha, il cadavere dell’uomo è stato scoperto  da un amico.

La vittima è stata trovata legata a letto, con segni di violenza sul corpo. Il guardaroba della stanza è stato trovato in disordine e ciò, secondo il sito, lascia ipotizzare che si sia trattato di un “omicidio per rapina”. Il pubblico ministero, ha aggiunto il sito di informazione, ha autorizzato il trasferimento del corpo in ospedale per eseguire l’autopsia che determinerà le cause del decesso. L’uomo, secondo il sito, si recava regolarmente in visita in Tunisia.

L’ambasciata italiana a Tunisi, in stretto contatto con la Farnesina e con le autorità locali, segue con la massima attenzione il caso del connazionale deceduto a Monastir ed è in contatto con i familiari per fornire ogni possibile assistenza.

Mistico, per tutti Pino, ha lavorato nel bar della stazione di Mestre e in altri settori della ristorazione veneziana: viveva alla Cipressi dove ancora tanti amici e vicini lo ricordano. Leggo.it

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