Buona prova dei biancazzurri in Laguna, puniti a pochi minuti dalla fine su calcio di rigore. pari provvisiorio di Draghetti.
Ancora uno stop, il quarto di fila, per il San Marino, ma a Venezia si è visto anche qualcosa di buono. E’ arrivato un ko, ma la prova dei titani è stata comunque apprezzabile. Tra assenze e condizioni fisiche non ottimali di alcuni giocatori De Argila ha preferito cambiare rotta, ottenendo una risposta sul piano del gioco ma non anco- ra su quello del risultato. Orfano di Pacciardi, Fogacci, Cruz, Graffiedi e Poletti, il tecnico spagnolo in avvio si concede il lusso di lasciar fuori pure Cro- cetti, tornando al 4-3-3 con Cicarevic punta centrale assistito da Lolli e Draghetti.
L’avvio è stentato da entrambe le parti, con Villanova e Magnanelli che tentano un paio di sortite senza troppe pretese e nulla più. Al primo affondo i padroni di casa fanno invece centro. Succede al 19’, quando Campagna vede con la coda dell’occhio Bocalon e lo serve in profondità la difesa sammarinese resta alta pensando di aver messo in fuorigioco l’attaccante che invece si ritrova la strada spianata davanti a Venturi, dribblato senza difficoltà prima che la palla finisca nel sacco. Vane le proteste degli ospiti, anche se più di un dubbio rimane sulla posizione di partenza dell’autore del vantaggio arancioneroverde.
I biancoazzurri protestano ancor di più al 26’ quando Vigorito stende Lolli in area senza che il direttore di gara decreti il calcio di rigore. Fortuna che sul ribaltamento di fronte Venturi ci mette una pezza, sventando la conclusione di Cori.
La rabbia accumulata porta i suoi frutti nella ripresa. Al ritorno in campo i titani provano a cambiare passo e ci riescono al 12’ quando Lolli pesca in area Draghetti che con un preciso diagonale fa secco Vigorito. L’1-1 obbliga i lagunari a uno sforzo per provare a ritrovare il vantaggio, ma è Cicarevic ad avere la palla per il raddoppio, fermato dai riflessi dell’estremo difensore veneto. Nel finale però l’Unione alza il baricentro e si fa più minacciosa.
Venturi è strepitoso una prima volta su Campagna, con Margiotta che sottomisura sbaglia il tap in sparando alto. Poi dice di no ancora a Cori che salta Farina ma non imprime la giusta potenza alla sfera. Quando sembra che il pari sia ormai in cassafrote, ecco il fallo di Farina su Bocalon. E’ calcio di rigore che lo stesso attaccante trasforma due volte, poiché l’arbitro fa ripetere l’esecuzione perché vede qualcosa che non va in area. E così si materializza il 4° stop consecutivo: al San Marino si merita comunque gli applausi, ma i punti restano in Laguna. (…) Lo Sportivo












