Un Caffè con….ANGELA VENTURINI

Al consueto appuntamento de ”Il caffè del sabato con…”, questa volta di Domenica abbiamo come gradito ospite il Consigliere della Repubblica di San Marino, Angela Venturini.
Buon Giorno Angela! vorrei con te parlare del Bilancio della Repubblica e della situazione economico-finanziaria di San Marino.
Buon giorno. Questo è un argomento di strettissima attualità, infatti stiamo, in questi giorni, preparando il Bilancio; penso che sarà un compito molto difficile, perchè in questo anno, ma direi anche negli ultimi anni, l’economia è cambiata in tutto il mondo e quindi anche a San Marino. Quindi dobbiamo ovviamente tenere presente le difficoltà che hanno anche in Italia e nel mondo.
La politica economica europea portata avanti sino ad ora ha fatto vedere delle grandi crepe in quanto sia le banche francesi che quelle tedesche hanno si acquistato i titoli di debito del Portogallo, della Spagna, dell’Italia e delle Grecia ma hanno anche moltissimi titoli tossici, tipo Lehman-Brother, e di questi non si è mai sentito parlare, anche se li hanno nel loro portafoglio titoli. Ovviamente se queste banche non si ripuliscono di queste ”tossine” sarà molto difficile per l’Europa stessa fare un politica protezionista adeguata in difesa dell’Euro e della sua economia.
C’è un’Europa che in questo momento si sta riscrivendo, che si sta ridefinendo in quanto questi paesi non sono così omogenei da un punto di vista economico. La venuta dell’Euro non ha chiarito, e forse aggravato, le situazioni economiche dei vari paesi appartenenti; anzi molti sono entrati nell’area della moneta unica pur non avendo le caratteristiche virtuose per fare tale ingresso. Si è voluta fare forzatamente questa unione economica europea che in un momento di crisi, come quello attuale, sta facendo denotare tutti i suoi limiti; in sostanza non regge.”
E San Marino cosa può fare?
”Sicuramente non possiamo paragonarci ai grandi paesi europei, in quanto possiamo considerarci, a livello di estensione territoriale, solo un quartiere di una grande città, però siamo uno Stato! Anche se piccolo pur sempre uno Stato.
Abbiamo difficoltà nei rapporti con l’Italia, oramai, da molto tempo, anche se questo non deve stupire nessuno. Non deve essere il culmine delle nostre preoccupazioni. Infatti anche nel passato li abbiamo avuti; negli anni 50 abbiamo avuto una decina d’anni difficilissimi con l’Italia, in quanto quest’ultima sottoscriveva le varie convenzioni ed accordi eppoi non li rispettava, come non pagava quello che doveva per le rinunce fatte da San Marino a favore della Repubblica Italiana. 
Questo paese (San Marino) versava in una povertà totale dove l’emigrazione era veramente l’unica economia del paese; bisognava scappare perchè a San Marino non c’era niente e lo Stato era pieno di debiti. Poi le cose si sono evolute, essendo cicliche, i rapporti con l’Italia sono migliorati e San Marino ha avuto il suo sviluppo. 
Negli anni successivi (negli anni settanta ndr) ha fatto una riforma fiscale di primaria importanza, con l’introduzione della monofase, che non la voleva nessuno. C’è stata una battaglia ferocissima ed è stata, invece, la fortuna di San Marino.
La storia in qualche maniera si ripete, come allora anche in questo momento abbiamo dei rapporti difficilissimi con l’Italia e siamo di fronte ad una riforma tributaria molto importante che incontra molte e molte opposizioni. Dobbiamo saper vedere lontano! ”
Ma la riforma tributaria che si sta approvando prevede molti sacrifici e più equità tra i contribuenti. Lei che ne pensa?
In questo momento il Bilancio statale ha molte difficoltà e siamo ancora in sofferenza dato che siamo al quarto anno di crisi! Bisogna, a mio parere, diventare molto più rigorosi che nel passato, in quanto ancora San Marino ha delle grandi aree di spreco. Sia la politica, sia il sindacato, ma anche i cittadini stessi non sono disposti a rinunciare a niente. Quindi bisogna veramente fare un cambio importante di mentalità; dobbiamo riportare in bonis la ns. macchina statale praticando una economia rigorosissima in quanto non possiamo indebitarci, ne possiamo impostare la nostra economia sul debito e soprattutto in questo momento dobbiamo soprattutto contare sul risparmio. 
E i fondi per lo sviluppo?
E’ vero che ci vogliono dei fondi e delle misure per lo sviluppo! Ma quale sviluppo ci può essere in un mondo che è in crisi? Faccio un esempio. La famosa legge del 51%, che è stata modificata che è stata voluta da tutti, l’abbiamo anche messa nel programma di governo! Ecco vorrei sapere chi ha portato, quanti investitori sono venuti? La risposta è nessuno! Nessuna licenza è arrivata con la legge del 51% e non perchè San Marino non sia competitiva, non sia appetibile. Il problema, lo ripeto, non è San Marino che ancora ha appeal, il problema è che siamo in fase di grande recessione ed in tutto il mondo è così!
Possiamo prendere altre iniziative anche a livello di occupazione, di insediamenti industriali ma non c’è riscontro per il momento attuale di congiuntura economica-finanziaria!  In sostanza non c’è economia! 
Quindi credo che alcune misure sicuramente saranno da prendere, ma non credo che non ci porteranno a niente perchè non c’è niente in tutto il mondo. Abbiamo la ns. vicina di casa che è l’Italia che è allo sfascio più totale; è un paese che va a rotoli, quindi in questo momento non ci saranno investitori, soprattutto italiani. Ma non verrà ne uno spagnolo, ne un inglese, ne un tedesco, non verrà nessuno perchè questo non è il momento degli investimenti. 
E allora che fare?
Noi dobbiamo preparare le condizioni per il domani. Quindi in questo momento occorre praticare un grandissimo risparmio. Bisogna ottimizzare l’efficienza e l’efficacia della ns. macchina pubblica e del ns. sistema sociale. Noi abbiamo ancora delle condizioni qui a San Marino che tutti i paesi ci invidiano! Abbiamo dei servizi sociali (parlo della Sanità, delle scuole e delle pensioni) che sono a dei livelli altissimi forse anche più buoni dei quelli offerti nei paesi scandinavi.
Gli stipendi sono il doppio, se non il triplo di quelli percepiti fuori confine: non possiamo lamentarci secondo me! 
Allora e qui vengo alla sua domanda. Bisogna ridurre un pò le spese mantenendo alto il livello dello stato sociale riducendo le grandi aree di spreco che, secondo quello che mi si dice, si attestano ancora sul 30% della spesa pubblica. Dobbiamo tagliare questo 30%, facendo tutti un grande atto di umiltà!