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  • Un golpe finanziario contro l’Italia (per portare Cottarelli al Governo)?

    Un recente e interessante articolo di analisi sul sito Qelsi ha lanciato l’allarme: si prepara un nuovo colpo di Stato finanziario in Italia, come quello che nel 2011 portò al Governo i tecnici di Mario Monti.

    Secondo il pezzo firmato da tal Mitt Dolcino, (probabilmente lo pseudonimo di un personaggio più noto), la “cricca” globalista che domina a Bruxelles teme il successo della manovra finanziaria del Governo Conte, che rischia di mandare in soffitta la narrativa austero-liberista dei tagli alla spesa e delle manovre lacrime e sangue per “senso di responsabilità”, già pesantemente minata dal “successo” della Grecia, dove dopo anni di miseria auto-inflitta il rapporto debito-PIL è passato dal 140% al 175%.

    Oltretutto una situazione di questo tipo determinerebbe una clamorosa sconfitta del fronte austerista e liberista alle elezioni europee di primavera, liberando così il vecchio continente dal suo giogo e, chissà, rilanciando l’Europa unita sotto diversi auspici. Non è un caso che recentemente Matteo Salvini e Marine Le Pen, in una conferenza congiunta tenuta alla sede romana dell’UGL, lo storico sindacato della destra sociale, abbiano rilanciato il loro piano per salvare l’Europa, tenendo (finalmente) a marginalizzare invece il ruolo di Steve Bannon, l’autoproclamato “guru” dei sovranisti pericolosamente in odore di influenze d’oltre Atlantico (dove l’Europa è vista meglio se debole e divisa, con la Germania nel ruolo di “antipatica”). Concetto ribadito dallo stesso Salvini in occasione della sua visita in Confindustria Russia. E non è un caso che Paolo Savona, economista e ministro degli Affari europei, abbia recentemente lanciato il suo progetto non certo per disgregare la UE, ma per una nuova Europa unita, con una BCE prestatore di ultima istanza (al contrario di quanto avviene ora) che svolga il ruolo di motore della crescita. Insomma un’Europa keynesiana e non più ordoliberista, che miri allo sviluppo e all’occupazione più che alla stabilità finanziaria per i rentiers.

    Si potrebbe aggiungere che l‘establishment globalista teme forse anche il successo, già palpabile, della diminuzione degli sbarchi di immigrati, che fino a giugno erano stati spacciati come una situazione ineluttabile, narrativa che invece il ministro Salvini ha cancellato con qualche “no” ben assestato. I motivi di questo timore si conoscono, dato che secondo le tecnocrazie l’unico modo di favorire la demografia (e nel contempo il dumping salariale dei lavoratori…) in Europa è quello di importare manodopera africana.

    Comunque i segnali di un ipotetico “golpe finanziario” ci sono tutti, tra un rallentamento delle politiche espansive della BCE per opera di Mario Draghi e una vendita dei titoli del debito italiano provocata anche dal terrorismo mediatico non stop cui siamo quotidianamente esposti a reti unificate fino al declassamento di Moody’s di cui si è parlato su questo blog giusto ieri, è facile capire che si cercherà probabilmente di defenestrare, con qualsiasi mezzo, l’esecutivo Lega-Movimento 5 Stelle, sostituendolo con uno più vicino ai diktat del pensiero unico economico.

    Un Governo guidato da chi? Un nome si staglia su tutti: è quello di Carlo Cottarelli. Il sempre attento (e mai troppo considerato) Guido Crosetto, sul proprio profilo Twitter ha già lanciato questa possibilità, notando come attorno al professore, tra partecipazioni televisive e una massiccia presenza sui social, si stia costruendo un’operazione di spindoctoring volta a renderne un’immagine friendly, quasi da accademico simbolo dei ragazzini borghesi e orgogliosamente apolidi della generazione Erasmus. Insomma, un altro esponente dei “competenti” e dei “moderati”, proprio come il professor Monti, ma con un appeal più giovanile.

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    Del resto che fosse lui il prescelto della tecnocrazia, lui che ha lavorato per il FMI, lui che rappresenta perfettamente l’elite dei “sicari economici” della troikaassetati di austerità, era evidente fin da quando Mattarella tentò di imporlo come premier nello scorso mese di maggio, opponendosi alla nomina di Paolo Savona quale ministro dell’Economia. Anche allora, sui mediaitaliani fu tutto un profluvio di elogi, contrapposti alle preoccupazioni per l’”incompetenza” di grillini e leghisti. Peccato poi che il competente Cottarelli sia stato distrutto in un confronto televisivo dall’economista leghista Claudio Borghi, quando ha sostenuto che, nel 1999, il prezzo del petrolio fosse passato improvvisamente da 10 a 60 dollari al barile…

    Chi sosterrebbe un simile esecutivo, nel quale potrebbero, chissà, trovare posto altre figure cui l’establishment sta dedicando un’intensa attività di promozione mediatica, facendoli passare per alfieri di una nuova “resistenza”, come il sindaco di Riace Mimmo Lucano? Oltre al solito Partito Democratico a +Europa e ai consueti movimenti di ormai conclamati nemici del popolo che puzza, è facile individuare nella corposa truppa di parlamentari della sinistra liberal interna al Movimento 5 Stelle e capitanata dal presidente della Camera immigrazionista Roberto Fico (unico tra gli esponenti grillini di punta a essere elogiato a spron battuto dai media) un possibile interlocutore. Specialmente perché questa fazione non ha per niente gradito la recente svolta filo-leghista di Di Maio, Toninelli e soci, nata per evidenti questioni di opportunità ma progressivamente divenuta sempre più organica, preferendo un ritorno alle origini leftist, progressiste ed ecologiste.

    Insomma, per l’Italia, l’elite mondialista prepara un nuovo attentato alla democrazia. Come quello del 2011 contro Berlusconi. Un attentato che potrebbe partire con la bocciatura del DEF in sede europea, per poi scatenare una tempesta finanziaria che potrebbe costringere il premier Conte alle dimissioni. Ed è chiaro che, per quanto possano esserci delle perplessità su questo strano Governo, è necessario scegliere da subito da che parte stare: o con il popolo italiano, o con i suoi nemici. Altri fronti, purtroppo, non ce ne sono.

    Credit: Il Giornale.it