UN NATALE "normale"…non conformista?

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  • “La vita è un dono” “La vita è bella” “La vita vale la pena di essere vissuta” “La vita è un passaggio” “La vita è un soffio””La vita è difficile”. Di banalità sulla vita se ne sentono tante, e, mentre alle volte siamo noi i primi a pensarle, la vita passa davvero. Senza capire di che parliamo (perché di fatto questa vita non la capiamo), facciamo a botte con la vita, quella degli individui che incontriamo sulla nostra strada, innanzitutto i nostri familiari, le persone che si innamorano di noi, e quelle di cui ci innamoriamo, ci scegliamo i personaggi pubblici nostri preferiti e ne mettiamo alla gogna altri, cerchiamo un sistema di valori e se quello che abbiamo ricevuto in eredità dalla famiglia , dalla scuola, dalla società civile non ci piace, ce ne costruiamo uno tutto per noi. A volte in questo puzzle che si incastra solo nella nostra testa strana e trova una spiegazione solo nella storia della nostra vita, diamo dei nomi alle cose, ma in realtà queste cose ne dovrebbero portare altri. E dopo aver messo dei nomi “sbagliati” alle cose che abbiamo scelto e assunto come valori, cominciamo a giudicare gli altri, non capendo nulla di loro, processando i loro – di valori. Con i nostri valori che hanno il nome sbagliato.

    In tutto questo grazioso (ma anche un po’patetico) bailamme ogni persona (se non ha la disgrazia di soccombere giovane per qualche tragico motivo, non grattetevi) nella sua vita, cerca una sua identità. A volte capita anche che non si renda esattamente conto di cercarla. Comunque da una parte ci sono le “idee” (Platone su questo argomento fu maestro) dall’altra c’è la vita, ci sono i vestiti, c’è la propria stanza, la musica che si ascolta, le persone che frequentiamo o che non frequentiamo, e che incominciamo a vedere come un esempio e ancora di più (per i più carenti di carattere) da imitare. Se non ci fosse tutto ciò, non ci sarebbe la vita. Se non ci fosse neanche la vita, non ci sarebbe tutto ciò. Allora mi dico, chi sono? Ho già una mia personalità? Ho già un’identità? Ho già dei gusti? Ho già un carattere? Per ogni persona potremmo rispondere a queste singole domande e per ogni ingrediente potremmo installare un misuratore, magari, se preferiamo, un diagramma. PERSONALITA’. CARATTERE. IDENTITA’. Tre aspetti che potrebbero significare in fondo la stessa cosa, ma ….. Non siamo tutti uguali! Chi ne ha di più, chi ne ha … di meno! Alcuni esseri hanno veramente poco di tutto , però il bello è che se ne rendono un po’ conto e … bleffano! Diventano esibizionisti, aggressivi. Quante persone aggressive sono in realtà tenere e deboli. Certo, ci si dice, perché mi devo far sbranare da questo, so che è un debole, un fragile, ma perché mi devo far fare a pezzettini, e mentre lo compatisco lui me se magna? Ma mi sto allontanando dal problema. Ognuno di noi è quello che è, ma perché è così? Per questo stesso motivo, e posso mettere la mia mano come una Muzia Scevola, ognuno ha delle idee politiche. Non c’è una grande differenza tra chi la pensa in un modo e l’altro che la pensa all’opposto, sulla bilancia diciamo “della vita”. Dentro ogni persona, quell’idea è il massimo. Ognuno pensa che la sua visione della vita sia la migliore. E questo va comunque bene, sia che si abbracci una filosofia di vita benevola e benevolente, pacifica, altruista, sia che si abbia dentro di sé l’inferno e si demonizzi la realtà in qualche maniera eticamente intollerabile. Tutte queste sono idee. Ognuno ha la sua. Se ci mettiamo nella posizione di dare cittadinanza (con eguale dignità) a tutte le idee, evitiamo che qualcuno parta per la tangente e trasformi la sua idea in una assassinio. Anche tra amici o persone che dicono di rispettarsi c’è in fondo il desiderio di annullare chi la pensa diversamente da noi. Ad esempio una delle peggiori illusioni dei nostri tempi è che chi è di sinistra debba essere più vicino agli oppressi e a i sofferenti. Vicino a questa metterei un’idea ancora peggiore: chi è di sinistra è anticonformista; chi è anticonformista è… di sinistra. E così al contrario, senza fare torto a nessuno, chi è di destra è solo di destra e non è nient’altro, cioè, non è umano, non è ragionevole, non è benevolo, non è generoso, non è dialettico, non è democratico, non è buono, non è socievole, e soprattutto non può essere anticonformista! La tradizione è il suo nerbo e anche, però, il suo limite. Allora, diciamo questo; se seguire la tradizione (ma quale?) è di destra e essere “contro” la tradizione è di sinistra, perché le persone che si dicono di sinistra alla fin fine seguono una certa loro tradizione? se non addirittura la vera tradizione, quella dei valori “tradizionali”, etici, religiosi! E dicamola tutta; ci si sposa, come tutti gli altri; si mandano i figli alle scuole private, si ricoprono dei ruoli di responsabilità nelle aziende senza timore di essere più persecutori e selettivi di un qualsiasi altro becero e negriero, si fa mobbing come se non di più di un qualsiasi povero diavolo , si abbracciano i peggiori comportamenti gerarchici e elitari. Insomma se andiamo a scavare nella vita di ognuno troveremo dei veri orrori; non parliamo di come si è a letto. In quel posto, di destra e/o di sinistra, bah, non ci si capisce proprio più niente. Bè in ogni caso UN BUON NATALE CON AMICIZIA e un pò di AMORE anche per questo giornale “che la penna fà scivolare”.

    vostra “colendissima” spam