Intervento del Segretario Ciacci nel Comma sul Caso Bulgari-Banca di San Marino.
Il Segretario di Stato Matteo Ciacci ha spiegato che l’indagine nata lo scorso ottobre sulla mancata cessione della quota di maggioranza di un istituto di credito da parte dell’Ente Cassa di Faetano, inizialmente legata a ipotesi di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, ha assunto nel tempo una portata molto più ampia e sistemica.
Secondo quanto emerso dalle relazioni giudiziarie, sarebbe stato elaborato un piano per danneggiare l’immagine internazionale di San Marino, descrivendola come uno Stato non pienamente democratico, con l’obiettivo di esercitare pressioni sulle istituzioni e condizionare anche il percorso di associazione con l’Unione Europea. Le contestazioni ipotizzate sono particolarmente gravi e riguardano reati contro l’integrità e la libertà della Repubblica.
Sul piano squisitamente politico, la posizione espressa da Ciacci evidenzia una duplice preoccupazione che va oltre il perimetro delle aule di tribunale. La prima riguarda la stabilità dell’istituto di credito coinvolto. Mentre il dibattito consiliare si concentra spesso sui dettagli procedurali, il Governo pone l’accento sulla necessità di blindare la banca per evitare che il clima di incertezza si traduca in una perdita di fiducia da parte dei risparmiatori e in una conseguente fuga di capitali. La tutela dell’istituto è vista come la tutela dell’intero sistema finanziario, poiché una crisi di fiducia in un singolo attore rischierebbe di generare un effetto domino sull’intera economia sammarinese. La politica, in questo senso, deve dimostrarsi pronta e strategica, evitando di limitarsi a subire gli eventi ma agendo per preservare l’operatività della banca.
Il secondo pilastro del ragionamento riguarda la gestione della reputazione internazionale. Il Segretario ha sottolineato come la Repubblica non possa più permettersi di agire esclusivamente in via reattiva di fronte allo sciacallaggio mediatico alimentato da interessi privati. Se nei contesti europei e internazionali dovesse prevalere il racconto negativo costruito ad arte dai detrattori, il danno per San Marino sarebbe incalcolabile, specialmente in una fase storica segnata dal nuovo accordo con l’Europa. Per contrastare questa deriva, la proposta politica è quella di superare la frammentazione istituzionale attraverso la creazione di una cabina di regia che permetta un dialogo costante tra il Tribunale, la Banca Centrale, l’Agenzia di Informazione Finanziaria e il Congresso di Stato.
L’obiettivo finale di questa nuova architettura di coordinamento è garantire che, pur nel rigoroso rispetto del segreto istruttorio e delle rispettive autonomie, il Paese possa muoversi in modo compatto. Ciacci ha ribadito che è giunto il momento di prevenire anziché limitarsi a curare, facendo sì che le figure apicali del sistema cooperino per evitare che disallineamenti comunicativi creino allarmismo sociale. Solo attraverso un equilibrio tra fermezza giudiziaria e visione strategica sarà possibile proteggere la sovranità sammarinese e garantire che i grandi passaggi internazionali non vengano messi a repentaglio da chi intende utilizzare il sistema per scopi illeciti.
Come ricordato dal Segretario Ciacci citando implicitamente la responsabilità collettiva delle istituzioni, la sovranità e la libertà della Repubblica non possono essere solo dichiarate, ma devono essere difese quotidianamente attraverso l’efficienza e la trasparenza di un sistema che sappia reagire unito alle minacce esterne.











