Una svolta diplomatica accompagnata da un ultimatum militare. Donald Trump sceglie ancora una volta la sua piattaforma Truth Social per ridisegnare gli equilibri dello scacchiere mediorientale. In un messaggio diffuso nelle prime ore di oggi, il Presidente degli Stati Uniti ha ufficializzato la creazione del “Board della pace” per Gaza, definendolo senza mezzi termini “il Consiglio più grande e prestigioso mai messo insieme in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”. Ma dietro i toni trionfali si cela un avvertimento perentorio rivolto ai miliziani: consegnare le armi subito, o affrontare le conseguenze.
L’annuncio segna l’avvio formale della “fase 2” del piano americano per la Striscia. “I membri del board saranno annunciati a breve”, ha precisato il tycoon, mantenendo il riserbo sui nomi ma enfatizzando la portata storica dell’iniziativa. L’operazione, coordinata con Steve Witkoff, si inserisce nel cosiddetto “Piano di Pace in 20 Punti” che, secondo la narrazione della Casa Bianca, ha già garantito flussi vitali per la popolazione. “Dal cessate il fuoco, il mio team ha contribuito a fornire livelli record di aiuti umanitari a Gaza, raggiungendo i civili con una velocità e una portata storiche”, ha rivendicato Trump, sottolineando come anche le Nazioni Unite abbiano riconosciuto questi risultati come “senza precedenti”.
Il cuore politico della proposta risiede nella governance futura del territorio. Trump ha esplicitato il suo sostegno a una soluzione tecnica per la gestione della transizione: “Sostengo un Governo Tecnocratico Palestinese di nuova nomina, il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza”. Una leadership che, supportata da un Alto Rappresentante del Consiglio, dovrà essere composta da figure “fermamente impegnate per un futuro di pace”.
Tuttavia, il passaggio cruciale del comunicato riguarda la sicurezza e il ruolo delle potenze regionali. Forte dell’appoggio di Egitto, Turchia e Qatar, Trump ha tracciato una linea rossa invalicabile per Hamas. L’obiettivo è un “Accordo di Demilitarizzazione completo”, che non lascia spazio a trattative al ribasso: consegna di tutti gli arsenali e smantellamento della rete di tunnel sotterranei.
Il messaggio finale su Truth assume i toni della minaccia diretta. “Hamas deve onorare immediatamente i suoi impegni, incluso il ritorno dell’ultimo corpo in Israele, e procedere senza indugio alla completa smilitarizzazione”, ha intimato il Presidente. La chiosa è nello stile classico del tycoon, che pone l’organizzazione palestinese di fronte a un bivio ineludibile: “Come ho già detto, possono farlo nel modo più facile o in quello più difficile. La popolazione di Gaza ha sofferto abbastanza. Il momento è ora”.














