La lunghissima e controversa vicenda della variante alla Statale 16 giunge a un punto di svolta definitivo che ridisegna il futuro della viabilità nel riminese. In data odierna, martedì 31 marzo 2026, si apprende che il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso presentato dai residenti situati lungo il tracciato compreso tra Bellaria e Misano Adriatico, bocciando formalmente la proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) precedentemente concessa dal Ministero dell’Ambiente e da ANAS. La sentenza segna un arresto probabilmente irreversibile per un progetto infrastrutturale che ha animato il dibattito pubblico locale per oltre un quarto di secolo.
Il Presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad, nel rendere nota la decisione della giustizia amministrativa, ha sottolineato come questo pronunciamento metta sostanzialmente il sigillo finale su una storia durata più di 25 anni. Secondo l’analisi di Sadegholvaad, il passaggio giudiziario ha il merito di fare estrema chiarezza sul destino di un’opera che, al di là delle tensioni e delle strumentalizzazioni politiche dell’ultimo decennio, appariva già ferma su un binario morto sin dal 2020. Il verdetto del TAR, di fatto, smantella l’impalcatura tecnica e amministrativa su cui il Ministero e ANAS avevano tentato di mantenere in vita il progetto.
A pesare sul futuro dell’infrastruttura non è solo il profilo legale, ma anche quello economico: i costi per la realizzazione della variante erano stimati in oltre un miliardo di euro, una cifra esorbitante per la quale non era mai stato stanziato alcun fondo effettivo. Il Presidente della Provincia ha evidenziato come questa assenza di coperture finanziarie accomuni il progetto ad altre opere, citando come esempio la nuova Marecchiese. Proprio per questa mancanza di risorse, Sadegholvaad ha espresso forti dubbi sulla volontà del Ministero o dei gestori della rete stradale di impugnare la sentenza in appello, pur ribadendo che tale scelta resti di loro esclusiva competenza.
Nonostante la definitiva archiviazione del piano originario, la questione della mobilità provinciale rimane un nodo irrisolto. In conclusione, pur prendendo atto della fine del progetto variante, il Presidente ha rimarcato che l’esigenza di potenziare e decongestionare la rete viaria nel tratto interessato resta una priorità assoluta. Si tratta di una sfida infrastrutturale che, secondo Sadegholvaad, non può essere considerata una questione puramente locale, ma richiede un’attenzione che vada ben oltre i confini del territorio riminese.












