Venerdì 20 marzo il primo appuntamento di Ravenna Capitale italiana del Mare 2026

A poche settimane dalla nomina di Ravenna quale prima città italiana capitale del mare 2026, arriva l’evento inaugurale di questa nuova sfida, ovvero il nuovo posizionamento del monumento ai caduti del mare che avverrà venerdì 20 marzo al Molo San Filippo di Porto Corsini alle 10.30.

La giornata, organizzata da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Propeller Club, Comune di Ravenna, A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) e Capitaneria di Porto, si aprirà con la cerimonia dell’alzabandiera accompagnata dall’inno nazionale suonato dalla Banda musicale della città di Ravenna.

Sono previsti gli interventi di Simone Bassi, presidente dell’Ats “Restauro e spostamento del Monumento ai Caduti del Mare”; Annagiulia Randi, coordinatrice Osservatorio Nazionale Tutela Mare per l’Emilia-Romagna; Anna D’Imporzano, direttrice generale Ravenna Civitas Cruise Port; Roberto Petri, presidente Assoporti; Francesco Benevolo, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Maurizio Tattoli, direttore Marittimo dell’Emilia  Romagna; Giovanni Paglia, assessore regionale Emilia-Romagna; Raffaele Ricciardi, prefetto di Ravenna; Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna; al termine, l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni benedirà il monumento, il cui restauro è stato seguito dal Laboratorio del Restauro di Fondazione Ravennantica.

“Il prossimo 20 marzo – osserva Simone Bassipresidente dell’Ats – sarà un giorno che aspettavamo da 12 anni. La statua, realizzata dal grande artista ravennate Giannantonio Bucci, torna al suo splendore dopo il restauro per svolgere la funzione di saluto alle navi in entrata ed in uscita dal porto di Ravenna. Per arrivare a questo è stato necessario porre in essere un’azione integrata e coordinata tra Comune di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale, The International Propeller Club Port of Ravenna e A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) Gruppo P. Sarti di Ravenna. Queste ultime due associazioni hanno appositamente costituito l’Associazione Temporanea di Scopo denominata ‘Restauro e spostamento del monumento ai Caduti del Mare’ che il prossimo 20 marzo si scioglierà avendo appunto raggiunto il suo scopo. Però, come ATS, non avremmo potuto fare niente senza il generoso contributo di tanti che hanno creduto in questo progetto e che si sono generosamente messi a disposizione per la realizzazione materiale di fasi essenziali dell’iniziativa, contribuendo ai relativi costi. È stato ed è uno splendido esempio della grande capacità di Ravenna di aggregarsi dinnanzi ad obiettivi identitari per il suo porto”.

“Dopo quasi dodici anni di attesa – spiegano da A.N.M.I. – la statua dedicata ai marinai caduti in mare trova finalmente la sua nuova collocazione a Porto Corsini, di fronte al faro. Il monumento torna così a svolgere il suo ruolo simbolico: salutare e accogliere i marinai che transitano nel porto di Ravenna, volgendo lo sguardo verso sud-est. L’opera, fortemente voluta dalla nostra associazione negli anni Cinquanta per ricordare i marinai locali caduti durante la seconda guerra mondiale, fu inaugurata il 3 aprile 1960 e per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per chi entrava e usciva dalla darsena. Con l’evoluzione dell’area portuale il monumento era stato progressivamente decentrato, perdendo la sua funzione simbolica. Dopo il Raduno Nazionale dei Marinai d’Italia del 2015 a Ravenna è iniziato il percorso che ha portato al restauro e alla nuova collocazione”.

“Siamo molto contenti di essere riusciti a portare a termine questo intervento di restauro – spiega il presidente Francesco Benevolo – perché il monumento che nei prossimi giorni tornerà a vivere, oltre ad essere un’opera di indubbio valore artistico, rappresenta per il porto, la città e l’intero territorio, un vero e proprio simbolo. Per questo, averlo restaurato non solo è un segno concreto di rispetto, ma assume un significato ancora più profondo, volendo coltivare la memoria storica di Ravenna. L’Autorità di Sistema Portuale ha reso possibili le attività di restauro ed ha realizzato il nuovo basamento sul quale il monumento ora si erge, visibile a tutte le navi che entreranno nel porto di Ravenna. Tra l’altro questo importante simbolo della nostra cultura marinara, che oggi vediamo riconosciuta anche nell’attribuzione alla nostra città del titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, è inserito nel più ampio progetto di riqualificazione di tutta l’area circostante il terminal passeggeri di Porto Corsini, dove, oltre alla nuova stazione marittima per le crociere che sarà un esempio di architettura sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia, sarà realizzato il Parco delle Dune, con un’ampia area di verde pubblico attrezzato, a disposizione di residenti e turisti. Desidero quindi ringraziare tutti coloro, Istituzioni, associazioni e privati, che negli anni si sono presi a cuore il ripristino del monumento ai caduti del mare e che hanno permesso di renderlo alla nostra comunità”.

“La statua del marinaio all’ingresso del porto di Ravenna – osserva Maurizio Tattoli, direttore marittimo dell’Emilia-Romagna – è il simbolo del rispetto che la nostra comunità nutre verso tutti gli uomini e le donne che hanno dedicato la propria vita al mare e hanno affrontato le sue tempeste e le sue bonacce con impegno, sacrificio, coraggio e speranza. Questo monumento, adesso affacciato direttamente sul mare, vuole ricordare in modo permanente i marinai che non sono tornati a casa e rendere onore a tutti coloro che, ieri come oggi, solcano le acque con spirito di servizio, senso del dovere e passione. Credo che sia molto bello che la Capitale del mare attribuisca questo riconoscimento alla gente di mare, perché il porto di Ravenna non è soltanto un’infrastruttura economica fondamentale per il territorio, ma è anche un luogo di tradizioni, di identità e di memoria collettiva. A nome della Capitaneria di porto desidero ringraziare tutte le istituzioni, le associazioni ed i cittadini che hanno contribuito al restauro ed alla valorizzazione di questo luogo della memoria, simbolo di rispetto, responsabilità, gratitudine e di una comunità marittima unita”.

“Con questa inaugurazione – è il commento del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – si dà ufficialmente inizio alla nuova avventura di Ravenna Capitale italiana del mare 2026, che rappresenterà una reale opportunità di crescita e di ulteriore visibilità per tutto il nostro vasto territorio. Questo importante riconoscimento è frutto di un lavoro di squadra che vede il contributo delle tante anime della città che concorrono a renderla unica e di cui Ravenna, dal porto alle pinete, è espressione. La nostra è sempre stata una città di acque, ma grazie a questo titolo tornerà a far brillare quel mare che da secoli ne segna il destino e che ci proietta al futuro”.

IL MONUMENTO AI CADUTI DEL MARE

Nei primi mesi del 2025 è avvenuto lo spostamento del monumento ai caduti del mare presso il molo guardiano di Porto Corsini, per volontà dell’Autorità Portuale di Ravenna. Il monumento, opera dello scultore ravennate Giannantonio Bucci, è costituito da tre elementi in travertino: la statua del marinaio e due bassorilievi recanti la preghiera del marinaio e lo stemma della Marina Militare. Un apposito comitato tecnico-scientifico è stato costituito al fine di individuare le tecniche idonee a proteggere l’opera durante le fasi di spostamento e ricollocazione sul nuovo basamento. Dopo una campagna di test preliminari sono state eseguite operazioni di pulitura per eliminare depositi che si erano accumulati sulla superficie nei decenni di esposizione all’aperto. L’aspetto originale dell’opera è stato ripristinato attraverso la realizzazione di stuccature e la ricostruzione degli elementi decorativi aggettanti mancanti. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio di restauro della Fondazione RavennAntica. L’intervento, diretto da Paola Perpignani, sarà oggetto di tesi, con approfondimenti storici, artistici e scientifici, a cura della giovane laureanda, Livia Saglia, iscritta al corso di Conservazione e Restauro dell’Università di Bologna.

Comune di Ravenna