VERGOGNA! Ancora sversamenti di liquami sull’Ausa a Dogana Bassa!

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Ancora inquinamento lungo i torrenti e i fiumi di San Marino. Di ieri sono le fotografie scattate lungo il tratto dell’Ausa a Dogana bassa che si caratterizza per una lunga striscia bianca di schiuma, di ieri sono anche quelle del Rio Fiumicello, fra Domagnano e Faetano, dove, dice il nostro fotografo: “Non ci sono più neppure le rane”. In questi giorni, dopo la pioggia, sono state numerose le segnalazioni di cittadini che denunciano scandalizzati lo stato dei nostri corsi d’acqua. La concentrazione del fenomeno dipende, secondo fonti accreditate, dal fatto che dopo le piogge, considerata l’abbondanza d’acqua, le aziende si sentono autorizzate a scaricare i loro liquami direttamente nei torrenti. Ma un problema, messo in evidenza anche dalla dirigenza dell’Aass indica come le fognature stesse, mai sdoppiate nella raccolta delle acque nere e di quelle bianche, quando si verificano fenomeni piovosi intensi, non riescono a sopportare il carico e debordano riversando a cielo aperto i liquami della raccolta. Eppure circa 10 anni fa San Marino ha ricevuto un finanziamento dall’Unione Europea proprio per effettuare quello sdoppiamento. Siamo invece ancora alla fase del monitoraggio della rete, per la quale l’Aass ha incaricato un neo professionista con una commessa superiore ai 100 mila euro. Dove sono andati a finire i 4,5 milioni di euro del finanziamento europeo destinati all’ammodernamento della rete fognante? Questa è uno dei misteri della politica sammarinese su cui nessuno ha fatto luce, ma intanto i costi di utilizzo di depuratori sono almeno due volte superiori a quelli che sarebbero necessari se si potessero veicolare verso di questi solo le acque nere e gli scarichi industriali ed invece i contatori girano anche con le acque delle precipitazioni atmosferiche. Intanto il 13 aprile la vicenda dell’inquinamento prodotto da San Marino è tornata sui tavoli del parlamento italiano con sei deputati preoccupati dello stato delle acque dei torrenti provenienti da San Marino in quanto mettono a rischio l’impianto di captazione idropotabile di Verucchio e in generale la balneazione nella vicina costa riminese. I tecnici dell’Arpa hanno rilevato che l’improvvisa colorazione rossastra del torrente San Marino era dovuta a “micro fibrille di cellulosa”, ma i tecnici dell’Aass hanno dichiarato che si è trattato di un guasto temporaneo non imputabile all’azienda che ha prodotto la sostanza inquinante, ma all’Aass stessa che riceve lo scarico nella tubazione di sua proprietà. Nessuna multa per chi ha prodotto la sostanza inquinante così come pare nessun intervento nè delle autorità sanitarie, nè tanto meno di quelle che dovrebbero indagare sulle fonti per poi definire le responsabilità, rispetto all’inquinamento dell’Ausa ormai in corso da almeno due settimane, quello del Rio Fiumicello ecosistema ormai distrutto, quello del Marano, e del San Marino.

Da Tribuna

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