VERTICE MONDIALE DELLA FAO: Intervento delle Loro Eccellenze Francesco Mussoni e Stefano Palmieri

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Signor Presidente,

    la Reggenza desidera porgerLe i più vivi rallegramenti per la nomina alla guida di questo Vertice dei Capi di Stato e di Governo, che auspichiamo possa segnare un passo in avanti, dopo quelli del 1996 e del 2002, nella lotta contro la fame e la povertà nel mondo.

    Abbiamo voluto partecipare a questa importante assise per aderire all’invito formulatoci personalmente dal Direttore Generale della FAO, S.E. Jacques Diouf, in occasione della sua presenza a San Marino quale oratore ufficiale della cerimonia per l’inizio del nostro semestrale mandato al vertice dello Stato sammarinese, il 1° ottobre scorso.

    Tutta la popolazione sammarinese è estremamente sensibile e attenta ai gravi problemi di povertà, malnutrizione e insicurezza alimentare, che attanagliano tante parti del mondo e il Governo ha voluto recentemente dare il proprio contributo a un progetto della FAO destinato alla popolazione del Togo, predisposto attraverso il Fondo Speciale “Tele Food”.

    Osserviamo con grande rammarico che fame e povertà sono in crescita, come  riconosciuto dalle stesse Nazioni Unite, le quali hanno valutato l’opportunità di indire nel 2010 una Conferenza finalizzata a rivedere gli Obiettivi del Millennio, principalmente l’Obiettivo 1 che aveva posto come traguardo il 2015 per dimezzare il numero di persone che vive in povertà e che soffre la fame nel mondo.

    Siamo dunque oggi qui per un preciso dovere morale:riuscire a trasformare le parole in azioni concrete.
     
    Questa mattina abbiamo adottato una Dichiarazione il cui contenuto, elaborato con grande attenzione e frutto di laboriosi e proficui compromessi, non può rimanere mera enunciazione di principi, ma deve tradursi in azioni concrete a livello internazionale ed essere pienamente riversato nelle politiche nazionali di ciascun Paese.

    Il Parlamento sammarinese ha aderito con convinzione all’iniziativa promossa il 13 novembre dall’Unione Interparlamentare e dal Parlamento Italiano, con l’intento di sensibilizzare le forze politiche sul problema e sulle dimensioni che esso ha assunto, affinché nelle rispettive sedi parlamentari vengano adottati adeguati provvedimenti legislativi. I parlamentari, rappresentanti del popolo, sono consapevoli delle proprie responsabilità e vogliono farvi fronte.

    Ad oggi, le statistiche indicano che il numero di persone che soffre la fame e la povertà è aumentato di 105 milioni rispetto all’anno scorso, per un totale di circa un miliardo; situazione aggravata, da un lato, dalla recente crisi finanziaria che ha portato ad una impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e alla perdita del potere di acquisto soprattutto da parte dei ceti più vulnerabili e, dall’altro, dall’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura.

    Occorre un’analisi più attenta ed omnicomprensiva del problema: in un’era di globalizzazione è necessario capire che, qualora questa non riposi su elementi di equità e di  giustizia, essa può diventare causa di esplosioni incontrollate e di fenomeni quali il razzismo e di conflitti in vaste aree del mondo, come si è già verificato.

    E’ dunque un dovere morale ed etico di tutti noi ripristinare un “ordine giusto e corretto in cui mettere al centro la dignità dell’essere umano”.

    La dignità dell’essere umano si esprime attraverso il diritto fondamentale all’alimentazione, all’educazione, alla salute, all’accesso alle risorse quali la terra, all’acqua, riservando un’attenzione particolare alle donne che ancor’oggi, in molte parti del Pianeta, vivono in condizioni disumane, degradanti per la loro dignità e costrette all’analfabetismo.
     
    Non possiamo accettare che questo diritto primario dell’essere umano venga costantemente violato, negato oppure usato come mezzo di coercizione politica.

    Il diritto all’alimentazione non è una utopia.

    Per la sua realizzazione è necessaria la volontà politica attraverso l’adozione di politiche nazionali che implementino “le linee guida volontarie per la progressiva realizzazione del diritto all’alimentazione” elaborate in ambito FAO.

    La povertà colpisce i 3/4 del pianeta proprio nelle zone dove vive gran parte della popolazione rurale e dove l’agricoltura è la principale fonte di sussistenza.
    Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito ad una netta riduzione da parte delle politiche allo sviluppo degli investimenti per l’agricoltura. Occorre oggi ribaltare questa tendenza e capire il ruolo importante che l’agricoltura ha per lo sviluppo economico e sociale; agli agricoltori occorre assicurare condizioni di vita migliori attraverso politiche di sviluppo rurale a breve, medio e lungo termine, tese a migliorare le produzioni agricole locali, le condizioni lavorative attraverso la costruzione di infrastrutture, un equo accesso alle risorse ed assicurare loro adeguati livelli di reddito.

    E’ indubbio che in un momento di crisi finanziaria mondiale parlare di un incremento degli investimenti all’agricoltura per aumentare la produzione agricola e la produttività, rilanciare il micro credito agli agricoltori, favorire gli investimenti privati nel pieno rispetto delle produzioni locali, può sembrare una incongruenza ma, questa è la sfida che dobbiamo saper cogliere.

    Occorrono politiche commerciali per mercati giusti ed aperti, il trasferimento di tecnologie per incentivare le produzioni e la produttività a livello locale.

    La Repubblica di San Marino auspica  che vi sia un maggiore impulso anche per la sicurezza alimentare mondiale con l’eliminazione di misure distorsive nel commercio internazionale.

    Per questo, non è sufficiente il solo impegno dei Governi; sono necessarie azioni concertate con le Organizzazioni Internazionali, la Società Civile, le Organizzazioni non Governative.

    In questo contesto, la Repubblica di San Marino appoggia la creazione della Global Partnership, una nuova espressione di multilateralismo, dove anche la FAO dovrà svolgere compiutamente il ruolo che le deriva dal mandato conferitole: una FAO oggi più efficiente e moderna che sarà in grado di rispondere alle necessità degli Stati quale vero e proprio Centro di Eccellenza per capacity building e produzione normativa quando la riforma, attuata in questi anni in piena sintonia tra Paesi Membri ed il management dell’Organizzazione, verrà pienamente implementata.

    Le proiezioni indicano che nel 2050 la popolazione mondiale avrà raggiunto i 9 miliardi e che la produzione agricola dovrà aumentare del 70% per farvi fronte così come per far fronte all’aumento dei poteri di acquisto.

    Sono dunque necessarie politiche di assistenza ai Paesi in via di sviluppo per consentire loro di adottare misure sostenibili per la conservazione dell’ambiente, dell’ecosistema e lo sviluppo della produzione di bioenergie, riconoscendo altresì il ruolo chiave dell’agricoltura nel combattere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

    Ed è proprio per far fronte alle richieste impellenti di un Mondo dove fame e povertà sono in crescita cha la Repubblica di San Marino si congratula per l’abile conduzione, da parte della Presidenza Argentina, dei lavori e dei negoziati ai quali anche essa ha  partecipato e che hanno portato alla Riforma del Comitato sulla Sicurezza Alimentare, una vera e propria piattaforma intergovernativa sulla sicurezza alimentare e la nutrizione ed elemento centrale della nuova Partnership Globale per l’Agricoltura.

    Rinnovato nella visione e nel mandato e composto dai vari Partners, esso sarà una vera e propria piattaforma intergovernativa di discussione e di indirizzo sulla sicurezza alimentare e potrà da un lato assistere i Paesi ad attuare le politiche nazionali in materia di sicurezza alimentare, previa loro esplicita richiesta e responsabilità nell’implementazione dei 4 pilastri fondamentali: disponibilità, accesso, utilizzo e stabilità, e dall’altro rafforzare il coordinamento a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale.

    La riforma della FAO, la creazione della Global  Partnership  ed il rinnovamento del CFS sono tutti segnali che la comunità internazionale vuole dare: i poveri e gli affamati del Mondo non possono più aspettare, sono necessarie soluzioni politiche, economiche, finanziarie coraggiose e sostenibili.

    La Repubblica di San Marino plaude, tra le tante “all’Iniziativa America latina ed i Caraibi senza fame nel 2025” avviata per combattere la fame e agli straordinari progressi già compiuti, nonché alle iniziative che si inseriscono nel quadro del Programma di Sviluppo Agricolo dell’Africa sotto il NEPAD per “lo sviluppo ed il coordinamento di azioni per lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare per il Continente Africano”, così come alla Dichiarazione di Maputo con l’impegno di aumentare nei rispettivi Bilanci il capitolo riservato all’Agricoltura.

    Esse sono la testimonianza di come la volontà politica sia il fattore determinante per ogni cambiamento.

    La Repubblica di San Marino auspica che la Dichiarazione del Vertice, unitamente alle deliberazioni che verranno adottate dalla 36esima Conferenza sulla riforma dell’Organizzazione, portino concretamente ad un’inversione di tendenza e precisamente ad una riduzione sostanziale e sostenibile della povertà e della malnutrizione nel pianeta, sulla quale sono puntati i riflettori e le attese dei tanti poveri del mondo.

    Roma, 16 novembre 2009