Voti alti se vieni a letto con me. Lei lo denuncia: docente arrestato.

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  • professore studentessaLui ha 47 anni e fa il professore universitario. Lei ha da poco superato i 20 e va all’università. Vuole laurearsi in giurisprudenza con un tesi sul diritto del lavoro. E per farlo presto, per farlo bene, un modo veloce ci sarebbe. Rispondere in maniera carina a quel docente convinto di averla intercettata nel mondo parallelo di un sito di incontri (mentre lei nega di aver mai messo piede in una chat del genere). Insomma cedere al meno nobile dei ricatti: se ci stai vai via liscia, altrimenti addio reputazione. Non è chiaro come un uomo adulto, esperto di vita e faccende legali, scivoli nella vergogna in maniera così goffa e da Torino finisca agli arresti domiciliari nella sua casa di Bologna con l’accusa di tentata concussione.

    Ma questo è toccato a Luca Sgarbi, associato in servizio al Campus Luigi Einaudi, definito dagli studenti «un tipo un po’ particolare». L’ordinanza con cui il gip su richiesta della procura di Torino segna un punto fermo dell’inchiesta aperta a giugno dopo la denuncia della ragazza, per il momento non viene resa nota perché potrebbero esserci altri casi analoghi e ulteriori complicazioni per il professore.
    Il pm Gianfranco Colace ha lavorato su fotografie, mail e telefonate. Ed è venuta fuori questa storia, cominciata, a dire del docente, sulle pagine di Badoo.

    Per chi non fosse pratico, Badoo è un sito internet di social networking che «consente di conoscere e incontrare persone nuove e di condividere foto e video con amici». Tutto virtuale, fino a un certo punto. Soprattutto i maschi, in media giovanissimi, ammettono che è il posto giusto per rimorchiare: «Vedi una ragazza che ti piace, guardi le sue foto, metti ‘mi piace’ o ‘vuoi incontrarla’», e il gioco è fatto. Le foto. Certo non quelle della prima comunione, anche se il concetto di ‘provocante’ è ambiguo. E poi ci sono i fake, i profili falsi.
    «Su Badoo bisogna avere tre occhi perché modificano tutto», spiega chi sa. Al professor Sgarbi ne bastano due. In quella piazza on line è convinto di trovare la sua studentessa e secondo gli inquirenti ci fa un pensiero.
    E quando lei lo cerca in veste di professore, la ricatta minacciando di diffondere le sue presunte abitudini disinvolte. Avrebbe preteso rapporti sessuali e scatti intimi di quelli in catalogo, attribuiti a lei, promettendo il massimo dei voti e agevolazioni durante gli esami. Nel caso di un rifiuto, avrebbe usato quel materiale contro di lei, che però non ci pensa due volte e va dai carabinieri. La giurisprudenza definisce tutto questo abuso di potere, mentre la figura del relatore di tesi si stende come un’ombra su altre studentesse che saranno convocate nei prossimi giorni.

    Le indagini, informa una nota firmata dal procuratore capo Armando Spataro, sono ancora in corso e la Procura auspica «che altri eventuali simili episodi, allo stato sconosciuti, siano resi noti agli inquirenti». ll docente, un paio di settimane fa, era stato sospeso dall’ateneo proprio in relazione a questa vicenda.