Suicidio. Questa, secondo la magistratura, l’ipotesi al momento più accreditata sulla morte del giovane travolto martedì sera da un treno sulla linea Rimini-Ravenna. L’impatto è avvenuto all’altezza di viale Carlo Zavagli, nel quartiere di San San Giuliano Mare. Un punto molto buio quello attraversato dalla ferrovia.
La vittima è un ragazzo di 31 anni, originario di Rimini ma residente ormai da tempo a Riccione. Vicino al corpo non è stato trovato alcun biglietto di addio con richieste di aiuto o per spiegare i motivi di quella disperazione. Non è stato trovato neanche un cellulare attraverso cui poter salire alla sua identità. Gli investigatori hanno però rinvenuto a qualche metro di distanza un portafoglio. Sono quasi certi che si tratti di quello della vittima, ma un riconoscimento ufficiale fino a ieri mattina ancora non c’era stato. Toccherà ai familiari il terribile compito di riconoscere quel corpo straziato dal treno e forse di svelare la ragione che sta dietro quel gesto.
Gli inquirenti in queste ore stanno infatti ricostruendo le dinamiche della tragedia e stanno cercando di capire le cause che possono avere spinto il 31enne a togliersi la vita. La tragedia si è consumato poco dopo dopo le 21, un’ombra è apparsa all’improvviso sui binari e il macchinista non ha potuto azionare in tempo l’impianto frenante. Il ragazzo è stato travolto, e non ha avuto scampo. Sul luogo della tragedia è intervenuto il personale del 118 e gli agenti della polizia ferroviaria, ma questi non sono riusciti a trovare testimoni che possano avere visto il giovane poco prima che venisse travolto dal treno. Il Resto del Carlino
