Zingaretti: “Crisi con 500 morti al giorno?”. Anzaldi: “Conte non è intoccabile”

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  • “Oggi circa 500 morti e noi apriamo una crisi di governo? Io francamente non lo capisco”. Nicola Zingaretti, intervendo al Tg1, ha espresso così il suo rammarico per la scelta di Italia Viva di uscire dal governo. Una dichiarazione molto forte che non è piaciuta a un renziano della prima ora come Michele Anzaldi.

    Onorevole, il segretario del Pd vi accusa di irresponsabilità nel voler aprire una crisi nel bel mezzo di una pandemia. Lei cosa ne pensa?

    “Trovo davvero ingeneroso e sorprendente tirare in ballo i morti per rispondere alle forti questioni politiche mosse da Renzi. Una strumentalizzazione che da Zingaretti e dal Pd non mi sarei aspettato. Peraltro i 500 morti al giorno ci sono da novembre, spesso anche molti di più: dovremmo restare tutti zitti mentre il Paese va a sbattere contro un muro? O forse sono il segno che in Italia, paese al mondo con il più alto numero di morti, non sta andando tutto bene?”.

    Cosa dice ai tanti che criticano la scelta di aprire una crisi in piena pandemia?

    “Siamo in pandemia da un anno e secondo gli esperti durerà ancora per un altro anno. Che facciamo, nel frattempo chiudiamo la democrazia? In piena pandemia, a luglio, in Francia è stato cambiato premier e governo, Macron ha sostituito Philippe con il nuovo governo Castex, ma nessuno si è scandalizzato. In Francia si può cambiare premier, mentre in Italia Conte deve essere intoccabile? Una pretesa davvero singolare, se si pensa che in Usa in piena seconda ondata sono andati addirittura alle elezioni”.

    Cosa imputate al presidente del Consiglio?

    “L’immobilismo, su tutti i campi. A partire da infrastrutture e investimenti: i cantieri sono fermi, da mesi devono essere nominati i commissari ma ancora non è stato fatto nulla. L’economia soffre, ma non arrivano risposte. Mentre blocchiamo i licenziamenti e teniamo chiuse le attività economiche, si pensi ad alberghi e ristoranti, non si sta facendo nulla di concreto per far ripartire il Paese. Poi ci sono le grandi crisi industriali e i dossier economici senza alcuna soluzione, il no ideologico al Mes, che significa negare 36 miliardi di euro alla sanità. E poi, ancora, una gestione padronale di Palazzo Chigi, metodi irrispettosi delle regole democratiche, basti pensare alla delega sui servizi segreti”.

    Ora che succederà? Siete ancora disposti ad appoggiare Conte?

    “Ora la Costituzione prevede che si aprano le consultazioni al Quirinale, vedremo cosa emergerà. La mia personale opinione è che serva un governo dei migliori, che chiami le migliori forze del Paese, a partire da chi negli ultimi anni ha svolto grandi incarichi di responsabilità anche a livello internazionale, per superare questa fase davvero dura per l’Italia. C’è da risollevare il Paese, c’è da superare la pandemia e mettere mano alla ricostruzione. Di certo non possiamo permetterci un governo immobile, come è stato l’esecutivo Conte degli ultimi mesi”.



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